Mi piace leggere. Mi piace la finanza. Mi piacciono i libri che parlano di borsa, banche, finanza, crisi, azioni, guadagni, perdite, crolli, speculazione, rendimenti, guru, furbi, meno furbi, non furbi che credono di esserlo, ecc.ecc.
Sono iscritto a molte newsletter finanziarie che leggo ovviamente per lavoro, ma anche per leggere e basta. Si impara sempre qualche cosa, e per uno che non e’ un guru come me, fa sempre bene sapere cosa pensano gli altri…. per fare … il contrario…. sapendo che il 95% (oggi credo che la percentuale sia aumentata…) degli investitori, nel lungo periodo perde sempre.
Nel mio lavoro, che, diciamolo, servirebbe a far si che i clienti investitori, possano “investire i propri risparmi in modo tale da soddisfare le loro esigenze, tenendo conto della loro propensione al rischio, … la loro conoscenza ed esperienza dei servizi e dei prodotti finanziari… e dell’orizzonte temporale (o durata voluta dell’investimento), mi capita spesso di dover rispondere a richieste del tipo “quanto guadagno in un anno?” oppure, piu’ chiaramente “con 100.000 euro quanto mi ritrovo a fine anno?”
Ecco che tutto il ragionamento consulenziale, va a farsi friggere (per usare un eufemismo…) ed il rischio (questa volta mio) è di non avere un cliente soddisfatto perche’ non ho saputo dargli quello che vuole, in luogo di fare il mio dovere (come da normativa).
Ecco che chi pensa che fare il Promotore Finanziario sia come vendere una qualsiasi cosa utile in casa, porta a porta, credo si deve ravvedere non tanto per il paragone, quanto per l’utilità sottostante. E’ piu’ facile che il cliente non abbia bisogno di un qualsiasi macchingegno per la casa e lo acquisti in 5 minuti, piuttosto che abbia veramente bisogno di una consulenza sui suoi investimenti e non voglia ascoltare finendo per sottoscrivere una qualsiasi obbligazione bancaria in 2 minuti davanti ad uno sportello, in piedi e con la coda delle persone dietro che sbuffa.
Ecco che quando il cliente ti chiede come andiamo?
E tu gli dici, bene, il suo portafoglio si sta difendendo bene, non perdiamo rispetto a inizio anno, andiamo meglio dell’indice di riferimento (benchmarK), siamo meno volatili e abbiamo una buona diversificazione degli asset.
Lui ti ribatte:”Si, ma a quanto eravamo a fine anno 2010?
Tu rispondi: circa 50.000 euro.
E a fine 2011?
55.250.
e lui? Netti o Lordi.
E tu?
Lordi, lordi.
E lui…. mmmmm ” mi sembrano pochini”
Tu allora inizi dicendo che non sappiamo cosa potra’ succedere. Sappiamo che le cose stanno cambiando da qualche anno. Sappiamo che non esiste piu’ l’investimento senza rischio. Sappiamo, anzi non sappiamo, che l’Euro ha creato piu’ problemi che altro (ma continuiamo a credere a chi dice il contrario….).
Provi a dire che conviene diversificare bene, intendendo non avere tutto in quella ciotola e bla bla bla.
Poi vai a casa, e ti telefona quello che dice: ” ho sentito alla televisione che la gente sposta i soldi in Svizzera. Cosa facciamo?” Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!
Facciamo che leggo un libro.
Facciamo che sarebbe opportuno che lo leggessero in tanti.
Facciamo che abbia un titolo semplice ma efficace: “Siamo fritti”.
Un bel libro veramente. Letto in poche ore. Come si dice “tutto d’un fiato”. E ad ogni pagina, annuire, pensare “e’ vero”, “proprio come dicono a me”, ecc.ecc.
Su Giuseppe Cloza, l’autore, direi un grande, ma poi sembra che ci conosciamo. Invece non lo conosco, ma leggo da tempo la sua newsletter, su Bassafinanza.com
In sostanza, il suo obiettivo è parlare di finanza come si parla ad un bambino. Il risultato è garantito. Ma i grandi fanno una gran brutta figura.
Sono magnifici i suoi personaggi, nelle situazioni che racconta. C’e’ il prete che investe i soldi della parrocchia e che legge le riviste finanziarie. Ci sono i fratelli esperti di finanza e investimenti alternativi che… non ne azzeccano una, ma sono esperti delle analisi del “col senno di poi”… del te lo avevo detto… , quando scende si vede… ecc.ecc.
E poi gli esperti, … il guru, la promoter…. il gestore… ecc.ecc.
Personaggi che incontro anch’io nella mia reale vita professionale.
E garantisco che leggerlo dalla “parte di qua”, fa un certo effetto.
Comunque siamo fritti. Lo dice (anche) lui. Io non lo dico piu’ perche’ mia moglie dice che sono il solito pessimista. E quindi mi preparo … in silenzio.
Siamo fritti perché continuiamo a cercare (senza trovarla nel TG che puntualmente guardiamo ad ora di pranzo, rovinandoci digestione e giornata..) una motivazione a quello che e’ successo, sta succedendo e succedera’ nei prossimi anni.
Pensare che c’e’ gente che fa (faceva) un lavoro che si faceva 40 anni fa e che sta per finire, e si chiede il perche’, accusando chi .. sta in alto.
E c’e’ gente invece che inizia a farsi l’orto dietro casa senza chiedersi il perche’…..
Chissa’ chi dei due avra’ di che mangiare fra qualche anno…
Comunque lo consiglio come lettura di fine estate. Prima che inizi …. direttamente l’inverno…