Se avessimo giocato di più a Monopoli…

monopoli

 
 
Quando ero non tanto piccolo, me lo hanno regalato. Ce l’ho ancora. In lire.
Il Monopoli è uno dei giochi di società che ho sempre preferito, forse il primo.
E’ nato nel 1935 negli Stati Uniti con il nome di Monopoly. Era distribuito dalla Parker Brothers.
In Italia, invece, sempre nel 1935 era distribuito dalla Editrice Giochi con il nome di Monòpoli (con l’accento sulla prima o). Aveva i nomi delle vie di Milano, con il sempre famoso, desiderato e temuto al tempo stesso, Parco della Vittoria!
E’ il gioco di società (dagli 8 anni in su) che è stato giocato di più nel mondo, tanto da comparire nel Guinness dei Primati per ben 2 volte. Nel 2001 la casa editrice diventa Hasbro (oggi il secondo produttore di giochi dopo la Mattel). Nel 2009 con una lunga battaglia legale, Hasbro strappa i diritti di distribuzione del Monopoli in Italia alla Editrice Giochi passandoli a Hasbro Italia. Da quel momento il nome diventa Monopoly anche nella edizione italiana.
Sono convinto che il suo utilizzo, seguendo le regole del gioco, sarebbe stato molto utile a, non dico prevenire, ma a contrastare, la crescita del debito ai livelli attuali.
La cosiddetta “intelligenza finanziaria” (come la chiama qualche Guru”, si sarebbe sviluppata maggiormente fin dalla tenera eta’. (A volte penso di non aver giocato tanto….. anche se ho la scusante… che non ero proprio piccolo: avevo piu’ di 15 anni….)

Lo scopo del gioco è semplice. Non è tanto il vincere sugli altri (che puo’ starci), ma il NON ANDARE IN BANCAROTTA il vero significato che io ci vedo dentro.
Come nella vita di tutti i giorni, ci sono gli IMPREVISTI, le PROBABILITA’, la dose di fortuna. Poi ci vogliono altre doti. La perspicacia, l’astuzia, la pazienza, il coraggio, la tenacia, l’onestà (è difficile barare a Monopoli).
Chi sbaglia paga. (anche se, a volte, si finisce in Prigione per delle stupidaggini…).

Ricordo però che anche quando si giocava, non si rispettavano a pieno le regole e c’era qualcuno che si faceva prestare i soldi dalla banca, senza garanzie sufficienti o addirittura senza ipotecare nulla in attesa di tempi migliori.
Quindi il tarlo del debito facile (quello cattivo), era già “al lavoro” a quei tempi….
 
 
Oggi c’e’ un gioco molto piu’ moderno e che sono sicuro sia veramente utile per insegnare a noi e ai nostri figli a come fare perché sia il tuo denaro a lavorare per te e non sia tu a lavorare duramente per il tuo denaro. Si chiama CASHFLOW101.

DaFederico Ferro

Marito, padre, consulente finanziario.

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