Hai fatto un mutuo a tasso variabile nel 2002? La tua rata non si abbassa? Leggi potrebbe interessarti.

Marco mi racconta:

“Nel settembre 2002, ho stipulato un mutuo ipotecario “xxxxx” con la Cxxxx di Risxxxxxxx di Pxxxx e Rxxxxx (ora Cxxxxxxx gruppo Ixxxxxx).

Avevo scelto il tasso variabile (ed è stata una scelta fino ad oggi azzeccata…) e le condizioni erano: Durata 20 anni, tasso variabile, indicizzazione alla media trimestrale antecedente al periodo di osservazione dell’euribor a 3 mesi (*), più lo spread dell’1,20%. Per i primi 12 mesi, invece, il mutuo era a tasso fisso al 3%. Con un importo di 77.000 euro, la rata era intorno ai 420 Euro. (Lo spread e l’IRS, se avessi scelto il tasso fisso, portavano il tasso al 5,40% con una rata molto piu’ alta, a 566 euro).

Per fortuna non ho scelto il tasso fisso all’epoca, perche’ avrei speso un sacco di interessi in piu’. La rata non ha mai raggiunto la quota della rata a tasso fisso, neanche con il rialzo improvviso del 2008 che poi mi ha consentito di avere la restituzione degli importi risultanti dal tasso finito superiore al 4% con il decreto Tremonti.
In sostanza, fino ad oggi, una scelta che ritengo positiva.
Sono una persona che usa molto i fogli di calcolo e inserisco quasi tutto quello che faccio per avere tutto sotto controllo. Feci la stessa cosa con il mutuo ed ero abituato ad inserire data, rata, capitale residuo, tasso, ecc.ecc. anche per controllare….
Controllando quindi il capitolato del mutuo, direttamente dall’atto notarile di stipula del mutuo, confrontando i dati con dei siti che fornivano direttamente le medie dei valori, notavo qualcosa di strano.
Nel periodo nel quale i tassi sono andati ai minimi, vedevo la rata mensile rimanere uguale oltre le solite 3 rate (normalmente ogni 3 mesi cambiava la rata in funzione dell’aumento o diminuzione della media aritmetica dei valori dell’euribor a 3 mesi dei tre mesi precedenti, secondo un calendario particolare, insomma un calcolo abbastanza complesso).
Verificavo quindi che pareva esserci un “Floor” ovvero un pavimento, un tasso minimo, sotto del quale, il tasso finito (parametro riferimento+spread), la rata non andava.
Nel mio capitolato, pero’, non era indicato o specificato nessun tasso minimo.

Come controprova, un mio amico, aveva stipulato 2 mesi dopo di me, lo stesso mutuo, presso la stessa banca (non nella stessa filiale). Verificavamo insieme che nel suo capitolato e nell’atto di mutuo del notaio, compariva una dicitura del tipo “e comunque il tasso finito non potrà essere inferiore al 3%”. In sostanza, avevano inserito un floor che bloccava il tasso ad un minimo anche se i tassi fossero discesi molto (come poi successe).
Per farla breve: ho raccolto tutti i dati, ho digitalizzato i documenti del notaio e della banca e li ho inviati via mail alla direttrice della filiale di competenza (che ovviamente…. non era piu’ la stessa, ma la quarta persona che prendeva il suo posto…).
Ho telefonato per avvisare che (lo avevo scritto anche nella email) se non avessi ricevuto nessuna risposta entro un tempo ragionevole di 30 giorni, mi sarei rivolto all’ufficio Reclami e successivamente all’arbitro finanziario.
Il direttore, ricevuta la email, mi ricontattava dicendomi che avrebbe provveduto ad inviare all’ufficio competente per le opportune verifiche.
Trascorsi circa 30 giorni, ricevetti la telefonata del direttore che mi avvisava che effettivamente c’era stato un errore e che la mia richiesta era fondata e conseguentemente sarei stato risarcito degli interessi passivi addebitati erronemente.
La rata dei due mesi successivi, era praticamente dimezzata, in quanto contenevano il rimborso e l’aggiornamento del tasso applicato, che era in linea con i tassi vigenti e sotto quel floor applicato fino a poco prima”.
Un episodio che si e’ concluso fortunatamente bene.
Se pensate di avere lo stesso problema, dovete effettuare alcune verifiche:
– Sulle quietanze mensili di mutuo che vi arrivano a casa
(se pagate da piu’ di 3 mesi la stessa rata, raddrizzate le orecchie).
– Sul capitolato di mutuo della banca.
– Siccome a volte puo’ risultare incomprensibile, l’atto di mutuo redatto dal notaio puo’ risultare piu’ chiaro. In sostanza se da qualche parte c’e’ scritto qualcosa come .. “il tasso non puo’ essere inferiore a ..” allora avete la clausola FLOOR e non c’e’ niente da fare, mentre se non c’e’ scritto, potete iniziare la procedura che ha fatto Marco.
Se avete bisogno di aiuto per una verifica, sono qua.

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DaFederico Ferro

Marito, padre, consulente finanziario.

0 commenti

  1. Ciao
    se avessi letto prima il tuo post mi sarei evitato tanti calcoli!!!! Anch’io nel 2002 ho fatto un muto con la Cassa Risparmi Pxxxxx e Rxxxxx. Nell’estate del 2013 vedevo che le rate erano molto simili, ma non mi preoccupavo più di tanto in quanto sono alla scadenza, mi manca solo un anno per estinguere il muto. Osservando però meglio la quietnaza di pagamento vedevo che il tasso di interesse era sempre 0,25% che moltipicato per 12 mesi risulta 3% annuo! Rileggo il contratto del mutuo e calcolo l’euribor più lo spread per vedere il tasso di interesse che però NON risulta con lo 0,25% mensile. Mi sono presentato in Banca circa a metà novembre per chiedere chiarimenti…. sia l’ufficio mutui che il direttore con la calcolatrice alla mano per dirmi che sbagliavo io! Ho ribattuto, alterandomi un pò, e facendogli vedere i miei calcoli. A quel punto non sapevano cosa dire e si attaccavano agli specchi. Gli ho detto che, secondo me, avevano applicato un “floor” del 3% che però nel mio contratto non esiste nessuna dicitura di “floor”. A quel punto, mi hanno fatto arrabbiare di più, perchè hanno detto che l’euribor di adesso non è più lo stesso di quello di una volta ed anche come vien calcolato è differente!?!?!?!?!! ed ho pensato: cosa si sono fumati!!?!??!!? cioè, loro unilateralmente modificano delle condizioni di un contratto firmato da ambo le parti davanti un notaio????? Ed hanno capito di averla sparata grossa. Alla fine mi hanno assicurato che parleranno con la direzione mutui per avere chiarimenti. Nella stessa giornata ho mandato un reclamo scritto alla banca. Ad oggi, fine novembre ’13, sono in attesa di una loro risposta che dovrebbe essere per metà dicembre! Leggervi mi ha rassicurato che abbiano fatto la stessa caxxata anche con me e, spero quindi di ricevere anch’io il maltolto. Vi terrò aggiornati.
    Ciao
    Filippo

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