cinque motivi per fare un pac

Cos’è un PAC o Piano di Accumulo di Capitale?

Prima di tutto riprendiamo il concetto di PAC nel caso per qualcuno non fosse ancora assimilato o chiaro.

Intendiamo un Piano di Accumulo, una strategia di investimento che converte il risparmio gradatamente, di solito con rate mensili o trimestrali, per periodi che possono andare da qualche anno a 20, 30, 40 anni.

Avendo chiaro il concetto di risparmio e di investimento, è piu’ facile quindi entrare nel merito delle motivazioni che ci spingono ad accumulare nel tempo una certa somma di denaro.

Dal Risparmio all’Investimento. Piano Piano.

I soldi che abbiamo risparmiato, prelevandoli direttamente dalle nostre entrate (lavorative o altre) possono essere espressamente quantificati se adottiamo un corretto approccio al risparmio o lasciati al caso, se per risparmio, intendiamo la storica equazione RISPARMIO = REDDITO (ENTRATE) – CONSUMI (USCITE). (La differenza tra i 2 metodi puo’ essere approfondita utilizzando il mio Ebook il Decalogo del Risparmio Automatico )

Pac … o PIC?

Esistono molti studi ed opinioni sulla validità dell’investimento rateale rispetto all’investimento in una volta sola (PIC)

Tralasciando gli aspetti finanziari e sottolineando quelli comportamentali, sottolineo il fatto che essendo un metodo automatico di prelievo dei fondi dalla liquidita’ (conto corrente o deposito) verso un investimento (ad esempio un fondo comune di investimento), fa si che non ci sia intervento umano nella scelta temporale dell’investimento, cosa che nella determinazione dei rendimenti dei mercati finanziari ha evidenziato essere molto impattante sul risultato finale.

Perché dico “tralasciando gli aspetti finanziari”? Perché alcuni altri studi dimostrano che nel caso tu abbia già una somma discreta da investire, statisticamente sarebbe meglio investire tutto e subito piuttosto che suddividere l’importo in rate mensili ad esempio e per parecchi anni ovviamente rimanendo sempre investito, anche quando le cose non sono belle da vedere. Questo perché a parita’ di lungo termine i mercati finanziari hanno statisticamente performato sempre al rialzo e quindi, in un ottica di investimento, comprare poco a rate sempre piu’ care, porta ad un risultato inferiore rispetto a comprare tutto all’inizio e lasciar lavorare il denaro (comprese le fasi di mercato al ribasso).

I soldi sul conto corrente invecchiano.

Lasciare i soldi sul conto corrente (quelli che non servono alle necessità famigliari, ad esempio), è un “peccato” (per dire… qualcuno ipotizza qualche legame anche con la Parabola dei Talenti….) è stato dimostrato essere il “peggior investimento di sempre”. Ci sono studi anche qui che lo dimostrano, in relazione alla perdita di potere d’acquisto, ai rischi legati alle somme che superano un certo importo, e altre motivazioni concrete.

Ragion per cui, vale la pena ragionare su sistemi che permettano di investire la nostra disponibilità aiutandoci a “dimenticarci” degli investimenti (pare uno dei sistemi psicologicamente funzionanti per vedere risultati effettivamente positivi nel lungo termine): uno di questi è il Piano di Accumulo di Capitale ovvero il famoso PAC.

Venendo ai motivi per fare il pac, ve ne cito alcuni, frutto di anni di esperienza nel settore e soprattutto di vita dei miei clienti, che ringrazio sempre perché c’e’ sempre da imparare. Gli obietttivi possono apparire importanti per chi li ha e meno importanti per altri. E’ proprio cosi’. I bisogni, esclusi quelli primari, variano da persona a persona anche in relazione alla composizione famigliare, alla attivita’ lavorativa, all’eta’, ecc.ecc.

1) Il PAC fine a sé stesso

Il PaC fine a sé stesso è indicato per il timoroso…. quello che vorrebbe investire ma non ce la fa, non tanto per il denaro che serve, piuttosto per il cuore. Non sopporta di vedere che l’investimento fatto ieri, oggi ha il segno meno davanti.

Ecco che con un bel PAC fine a se stesso, libera la mente da questo problema perché non riesce a quantificare con esattezza quanto investito poiché l’investimento è spalmato su piu’ mesi e non tutto insieme. Inoltre non ha il problema di mangiarsi unghie e mani per aver deciso di sua spontanea volonta’ il giorno e l’ora dell’investimento che poi potrebbe rivelarsi fatto in un periodo di massimo storico…..

Importo, durata e asset, da decidere con il proprio Consulente Finanziario.

2) Il Pac per l’Università

In Italia con 2 diplomati su 3 che non va all’Università e con un iscritto su 3 che la abbandona, intitolare il Pac con Università, è una doppia scommessa. Ma siccome la cultura è tutto ed è dimostrato che influisce sul livello del reddito percepito (parliamo di lavoro dipendente e di redditi lavorativi, non entrate passive…. o altri redditi), allora il discorso ci puo’ stare.

Ovviamente ritrovarsi nel momento della scelta del corso, dell’Ateneo, non è facile e ci sono molte variabili in gioco che devono essere tenute in considerazione: tasse, vitto, alloggio, trasporto, testi, ecc.ecc. tenendo presente la possibilità di agevolazioni Isee e borse di studio.

Alla fine, l’impegno finanziario per 3 o 5 o piu’ anni di universita’ (con possibili master e specializzazioni) non è trascurabile.

E quindi se mamma e papa’ iniziano un PAC per la loro figlia di 6 anni, appena iniziata la prima elementare, versando 200 euro al mese per 20 anni (con l’idea di iniziare a prelevare dopo 13 anni nel momento dell’iscrizione al primo anno dopo aver già versato piu’ di 30.000 euro…) possiamo solo dire che è una buona idea.

3) Il PAC per il viaggio in America

Non è obbligatorio il viaggio in America, sia chiaro. Potete fare il Piano di Accumulo anche per altri viaggi.

Marco e Silvia sono sposati da qualche anno e amano molto viaggiare. Non hanno figli. Ogni anno, se riescono a sincronizzare bene le loro ferie lavorative, si concedono 3 settimane di vacanze per poter visitare un paese diverso. Sono stati in Kenya, Sud Africa, India, Vietnam, Messico, ecc.ecc. Ma il loro sogno rimane quello di girare il resto dei paesi quando saranno in pensione. Per questo, hanno pensato di accumulare una quota importante dei loro risparmi mensili su un Piano di accumulo con durata molto lunga per poter raggiungere la somma necessaria per questo loro obiettivo. Buon viaggio!!

4) Il PAC per i denti nuovi

“Solo il 30% dei connazionali tra i 40 e i 75 anni può vantare infatti ancora tutti i denti naturali” “su 19 milioni in 1 caso su 4 hanno perso almeno 8 denti “il 27% non è intervenuto per ripristinare gli elementi mancanti”

Da una ricerca commissionata alla Doxa dall’Accademia italiana di odontoiatria protesica, su un campione di 800 cittadini tra i 40 e i 75 anni. L’indagine è stata presentata a Milano, alla vigilia del XXXV Congresso Internazionale Aiop.

Al 70% degli intervistati manca almeno un dente: in media, i 40-44enni ne hanno persi 4 e i 65-75enni dieci. Proprio nel segmento più avanti negli anni si riscontra la situazione più critica, con un numero medio di denti naturali residui inferiore a 20.

In generale, giocano un ruolo l’età e la scolarità: più aumentano gli anni e diminuisce il livello di istruzione, più i soggetti tendono a trascurare il problema”.

Potrei fermarmi qui e ci saremmo già capiti. E sono dati di qualche anno fa. Ma voglio mettere il dito nella piaga e quindi tirare fuori il problema principale per risolvere il problema dei denti. Il dolore? L’anestesia? La fobia del camice bianco? No. I soldi.

I soldi o meglio il costo delle cure odontoiatriche non è una passeggiata. E con il costo di un dente che si aggira su un buon stipendio mensile, si fa presto a capire che per molte persone “rifarsi la bocca” ha un costo notevole e spesso si cerca di posticipare in avanti, peggiorando di fatto la situazione.

Oggi esistono i viaggi della speranza e i viaggi dentali e spesso non si sa quale sia uno o l’altro….

Questa globalizzazione dentaria ha permesso a molti italiani di ritrovare il sorriso perduto negli anni, con la soddisfazione di aver speso qualche migliaia di euro in meno rispetto al tariffario di madre patria, anche se, come racconta qualche veterano, qualche volta si paga effettivamente quello che si ottiene, con tutti i problemi del caso.

Ma sono scelte anche qui personali.

Resta il fatto che, valutando quanto riporta la statistica, quella dei denti è una esigenza che va salvaguardata in tutti i modi. E siccome il rischio è anche abbastanza oneroso (si puo’ arrivare tranquillamente a qualche decina di migliaia di euro), l’idea di mettere da parte qualche soldo per l’eventualità di un trattamento odontoiatrico parziale o totale, non è cosi’ campata in aria. Certo che la visita di controllo ogni 6 mesi, ci consente di monitorare nel tempo l’eventuale probabilita’ di accadimento e rimane comunque la miglior cosa da fare anche con un PAC per i denti.

5) per ultimo… Il PAC per il funerale

Questa Idea di PAC mi è nata con un cliente che non credeva di poter arrivare al traguardo della sua aspettativa di vita che distava all’epoca 20 anni dalla sua età. Gli ho proposto un Piano di Accumulo di 50 euro al mese. “Chissà cosa me ne faccio di 50 euro al mese” è stata la sua risposta.

Gli ho risposto che avrebbe versato 12.000 euro che alla fine, non sarebbero stati proprio nulla. E per questo, poteva anche scegliere un nome al suo obiettivo a lungo termine, per poterlo ricordare. “Allora metta che serve per il funerale!” mi disse.

NB= Ci sono ovviamente altre tipologie di investimento, anche assicurativo, per questa “evenienza…”, tenendo conto anche della non liquidabilità dell’investimento in poco tempo, sapendo che, in quel caso, le somme sarebbero disponibili dopo la chiusura della successione.

Conclusioni

Il PAC rimane una strategia di investimento che permette di prendere posizione sui mercati finanziari “a rate”, riducendo lo stress da mercati e anche ottimizzando alcune caratteristiche dell’investimento. Sia che lo si faccia per entrare gradatamente o che lo si faccia per in funzione della propria capacità di risparmio, va valutata assieme al proprio consulente sia la composizione dell’asset (nel caso di piu’ PAC contemporanei), sia la durata, l’importo e i singoli strumenti finanziari da acquistare a “rate”

Leggi anche: COME FARE UN PIANO DI ACCUMULO PAC CON BANCA WIDIBA

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