Ma è sempre vero? Pare di si…

Il proverbio chi non risica non rosica significa “non si ottiene nulla, non si guadagna nulla, senza rischiare,

Da più’ di 20 anni, ormai, i dal 1995, da quando ero impiegato in banca, ho incontrato moltissimi risparmiatori (nel vero senso della parola) che, erano restii ad investire nei mercati finanziari, ma che improvvisamente diventavano propensi ad investire quando i mercati spingevano al rialzo senza sosta.

Mi sono chiesto, in tutti questi anni, se questo tipo di approccio agli investimenti fosse corretto o se fosse dettato espressamente dalle notizie della TV.

Ed effettivamente, la maggior parte delle persone diventa propensa ad investire e a trasformare il suo grado di rischio da basso/medio ad alto per “provare” a guadagnare qualcosa rispetto a quanto propone la banca, o il consulente proprio quando le notizie di guadagni di borsa fanno capolino nei Telegiornali.

In questi anni di Covid 19-20-21…. i mercati finanziari hanno fatto quello che dovevano fare.

Inizialmente hanno imboccato la strada del disastro e in 2 mesi hanno azzerato e superato quanto perso dall’annuncio della pandemia. 

Non vi sto a fare un discorso tecnico, ma semplicemente vi mostro un grafico di un fondo che replica l’indice delle borse mondiali (contenendo quindi al suo interno migliaia di titoli azionari di società presenti in tutto il mondo).

Questo grafico ci mostra l’andamento delle borse mondiali dal giorno dell’annuncio del primo caso di Covid nel febbraio 2020 ai giorni nostri, dopo praticamente 2 anni e 2 mesi e dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, avvenuta, come vedete dal grafico, dopo il massimo di borsa di Novembre 2021 (ovvero, la borsa non è calata per colpa della guerra, ma stava gia’ calando dai suoi massimi).

Ogni barra è una settimana di borsa. La barra rossa è una settimana che chiude al ribasso rispetto all’inizio della settimana, mentre la barra verde indica che il titolo ha chiuso al venerdi ad un prezzo maggiore del prezzo del lunedi precedente.

Se guardiamo la cosa da un po’ più’ indietro, e precisamente dal 15 settembre 2008 quando ci fu il fallimento della Lehman Brothers e tutto quello che ne segui’, notiamo che anche qui, la borsa mondiale, dopo un 9 mesi di calo, da marzo 2009 incomincio’ a salire come se non ci fosse un domani, pur con ribassi anche di una certa consistenza, segnando i suoi massimi proprio a novembre 2021 con un rialzo dai minimi di marzo 2009 di quasi il 300%!!!

La borsa italiana, nello stesso periodo ha fatto un +70% mentre il nostro Euro, ha perso nello stesso periodo il 15% rispetto al Dollaro.

In questo caso le barre sono mensili, sempre con la stessa logica relativamente al colore: Barra rossa: il titolo ha chiuso il mese più’ basso rispetto all’inizio del mese. Barra Verde il titolo ha chiuso il mese più’ alto rispetto al valore di inizio mese.

La borsa italiana (linea azzurra) e il cambio euro/dollaro (linea arancione) sono semplicemente indicati con la linea.

La cosa interessante è che se guardo all’andamento degli ordini di borsa che la clientela fa in autonomia, noto una crescita degli acquisti dei titoli azionari (americani in particolare) proprio verso a fine del 2021, durante il picco. (non ho il grafico, ma ho i dati).

Come a dire: nel momento che tutto sale, si è più’ disposti a “rischiare” (risicare) rispetto ad un periodo di 10 anni di crescita praticamente continua quando pochi erano disposti ad acquistare.

Invece, chi ha adottato il sistema del Piano di Accumulo con Azioni o Fondi di investimento da tempo, ha affrontato e continua ad affrontare questi alti e bassi tipici della borsa, con una diversa prospettiva che gli consente di evitare di esporsi troppo nei momenti di euforia e di restare al palo nei momenti di crisi (quando invece bisognerebbe “osare” un po’ di più).

Oggi, le borse stanno risalendo dopo aver toccato dei minimi nelle scorse settimane. 

Sara’ un rimbalzo cosiddetto “del gatto morto?”  Ovvero uno strappo all’insu’ per poi ridiscendere verso nuovi minimi?

E chi lo sa?

Non abbiamo la bacchetta magica ma tantissimi dati statistici che ci consentono di verificare quanto successo nel passato in casi simili a questi, senza comunque avere la certezza che il risultato sia uguale ai precedenti.

La guerra, l’inflazione, la mancanza di materie prime, i timori di nuovi contagi, non favoriscono certamente il clima adatto per gli investitori e quindi dovremo attendere conferme per quanto detto.

Resta il fatto che normalmente i periodi di crisi sono più’ brevi dei periodi di rialzo e i ribassi medi sono di entità molto inferiore rispetto ai rialzi.

Inoltre, è dimostrato che vendere per uscire dal mercato in attesa di tempi migliori, non è conveniente nel lungo termine poiché anche la perdita di uno solo dei migliori rialzi di borsa può’ compromettere il risultato di lungo termine: come a dire: entrare ed uscire dal mercato non è conveniente rispetto al comprare e tenere con convinzione (magari aumentando la propria posizione nei momenti di forti ribassi).

Nell’approccio tradizionale basato sull’investimento fine a se’ stesso, queste situazioni sono all’ordine del giorno, mentre nell’approccio consulenziale, dove il ruolo del Consulente Finanziario è quello di far scaturire gli obiettivi di vita del cliente che richiedono risorse finanziarie, la ricerca della “vincita” in borsa passa in secondo piano, viene ridotto il rischio di errato momento di entrata e soprattutto viene attuata una diversificazione di portafoglio per ridurre la concentrazione.

Purtroppo, a volte anche in questo contesto, il cliente sarebbe emotivamente portato a vendere o anche a bloccare piani di accumulo nei momenti di crisi e di ribassi, ma con l’aiuto del Consulente, puo’ evitare comportamenti irrazionali e attuare quelle manovre di correzione necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo.