La differenza tra redditi diversi e redditi da capitale

La differenza tra redditi di capitale e redditi diversi

La differenza tra redditi diversi e redditi da capitale, nell’ambito della tassazione degli investimenti finanziari è spesso ricercata per trovare la possibilità di compensare eventuali minusvalenze con plusvalenze, poiché  diversi tipi di strumenti finanziari non consentono sempre di poterlo fare tra di loro. Per il resto è importante sapere che la tassazione per entrambi è pari al 26%, salvo in alcuni casi (obbligazioni di Stato o emessi da stati esteri whitelist) ove si abbassa al 12,50%, dopo le modifiche stabilite dal Decreto Legge 66/2014.

Partiamo dalla distinzione del tipo di reddito:

Si definiscono redditi da capitale un interesse, un utile o un provento che è prodotto da un impiego stabile di capitale.

Tra i redditi di capitale: 

  • proventi derivanti da OICR (questi comprendono sia dividendi di fondi e sicav che la differenza positiva tra acquisto e vendita del fondo, sicav, ecc..)
  • redditi da contratti di assicurazione sulla vita e capitalizzazione
  • redditi da rendite di prestazioni pensionistiche
  • plusvalenze su ETF
  • interessi su depositi, conti correnti bancari e postali, pronti contro termine
  • cedole obbligazionarie,dividendi e utili derivanti da partecipazioni in società soggette ad Ires, prestito titoli

I redditi di capitale possono essere solo positivi, non possono essere compensati con altre minusvalenze e vengono tassati, in Italia,  per il tramite dell’intermediario che funge da sostituto d’imposta applicando una ritenuta o una imposta sostitutiva a titolo definitivo, che poi “girerà” all’Erario.

Sono detti redditi diversi di natura finanziaria, invece, quei redditi che producono plusvalenze o minusvalenze in relazione ad eventi incerti.

Tra  redditi diversi di natura finanziaria troviamo:

  • Plusvalenze e altri proventi realizzati a titolo oneroso di strumenti finanziari come azioni, ETC, Certificates, rimborso di obbligazioni.
  • cessione di contratti a termine
  • cessione a termine di valute estere
  • Minusvalenze di Oicr (Fondi e Sicav), Azioni, obbligazioni, ETF

Plusvalenze di Fondi, Sicav ed ETF, non possono essere compensate con minusvalenze di Fondi, Sicav ed ETF. (Queste ultime, infatti possono essere compensate solo con Plusvalenze di Azioni, Obbligazioni, Certificates.

I redditi diversi possono assumere anche segno negativo. In questo caso vengono chiamate minusvalenze e possono essere compensate con successive plusvalenze. Queste minusvalenze restano disponibili come “credito” per i 4 anni successivi dal momento in cui la minusvalenza viene conteggiata. Di solito il momento corrisponde alla vendita o al rimborso di uno strumento finanziario e presume che il prezzo finale sia inferiore a quello pagato con l’acquisto iniziale.

A differenza dei redditi di capitale, per i redditi diversi, la tassazione puo’ avvenire anche in sede di dichiarazione dei redditi da parte del cliente, se ha scelto il regime fiscale dichiarativo.

 

 

Come compensare le minusvalenze del 2015 entro fine anno.

Il 31 dicembre 2019 scade il periodo utile per poter compensare le minusvalenze accumulate nel 2015 (se ce ne sono) con nuove plusvalenze.

Cosa si intende per minusvalenza?

Per Minusvalenza si intende il risultato negativo in termine di differenza tra l’importo derivante dalla vendita di uno strumento finanziario e l’importo speso per l’acquisto dello stesso. In sostanza ho venduto “in perdita”.

Cos’è una plusvalenza?

Una plusvalenza, è il risultato positivo in termine di differenza tra l’importo riveniente dalla vendita di uno strumento finanziario e l’importo speso per l’acquisto dello stesso. In sostanza ho venduto “guadagnando”.

Su questa differenza, nel regime del risparmio amministrato (quello che generalmente viene scelto dai risparmiatori lasciando alla banca o altro intermediario l’onere di sostituto d’imposta) viene applicata una imposta a seconda della tipologia dello strumento. Lo vedremo poi in dettaglio.

Ma si possono davvero compensare?

Si, ma a seconda della tipologia dello strumento finanziario che le ha generate. 
Per arrivare alla risposta corretta, dobbiamo distinguere la tipologia di reddito che viene generata con una plusvalenza.

Dobbiamo infatti distinguere tra redditi di capitale e redditi diversi.

Le minusvalenze da redditi diversi possono essere compensate con plusvalenze sempre da redditi diversi ma non con plusvalenze di redditi da capitale.
Questa è sostanzialmente la problematica che richiede un minimo di attenzione per non incorrere in errori.

Facciamo un esempio per chiarire la maggior parte dei casi:

Se ho accumulato una minusvalenza su obbligazioni o azioni (redditi diversi), non posso compensarla con la vendita di un fondo comune d’investimento che sta guadagnando (redditi di capitale), ma solo con plusvalenze da altri redditi diversi come la vendita di obbligazioni, azioni, certificates, etc, etn (non ETF).

Al contrario, se vendo un fondo comune d’investimento (o una sicav) in perdita, accumulo una minusvalenza (redditi diversi) che posso compensare con una plusvalenza ad esempio derivata dalla vendita in guadagno di un’obbligazione o di un’azione (redditi diversi) (o un Certificates o un ETN o ETC, ma non ETF le quali plusvalenze sono equiparate a quelle di fondi e sicav).
Mentre non sono compensabili minus e plus tra fondi e sicav (a meno che non si trovino all’interno di una unit linked).

I redditi da capitale

Una cosa da ricordare è che i redditi da capitale sono sempre positivi e ne fanno parte (oltre che le differenze positive di fondi, sicav, etf, anche gli interessi su conto corrente e depositi, cedole obbligazionarie, dividendi azionari. Questi redditi vengono tassati direttamente dalla Banca che funge da sostituto d’imposta.

I redditi diversi

I redditi diversi, invece, possono essere sia positivi che negativi e comprendono i casi indicati nell’esempio. Questi, vengono tassati sull’eccedenza positiva (tenuto conto di eventuali minusvalenze precedenti) e possono essere tassati direttamente dalla banca in caso di regime fiscale amministrato, o indicate nella dichiarazione dei redditi, se si è scelto il regime dichiarativo.

Come e dove posso verificare se ho minusvalenze accantonate?

La tua banca periodicamente invia un resoconto della posizione riferita ai 4 anni pregressi.
La tua posizione fiscale puoi trovarla anche online nella sezione portafoglio del tuo home Banking.

L’esempio indicato è il più semplice. Esistono particolarità riferite ai singoli strumenti finanziari posseduti, quali ad esempio ETF (armonizzati o non armonizzati) , ETC ed ETN, Certificates (con o senza stacco cedola incondizionato). Sono esclusi in questo articolo riferimenti al regime del risparmio gestito e riferimenti alle unit linked che godono di particolari eccezioni.

Quindi cosa posso fare?

Quindi è importante verificare subito la propria posizione fiscale in merito alle minusvalenze accumulate.

Se ci sono minusvalenze accumulate nel 2015 e se esistono i presupposti per la vendita di una azione o obbligazione, o certificate, o ETN o ETC in guadagno, si può procedere alla vendita, incassando la plusvalenza e assorbendo il carico fiscale per l’importo riferito alla minusvalenza accantonata fino all’esaurimento.
Questo va fatto entro gli ultimi giorni del 2019 (meglio qualche giorno prima, per evitare sorprese di contabilizzazione e valuta).
Se il trend dello strumento finanziario venduto è ancora favorevole, si può’ procedere con il suo riacquisto i primi giorni di Gennaio 2020.