Cos’è la CIV o Commissione di Istruttoria Veloce?

La CIV o Commissione di Istruttoria Veloce, è una commissione che ha ormai 1 anno di vita, in quanto è entrata in vigore il 1 luglio 2012, in seguito all’entrata in vigore della legge 214 del 22 dicembre 2011 che ha convertito il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011.

Ne avrai sentito parlare, ma è un argomento che è meglio riprendere perché stanno nascendo un sacco di problemi e di contestazioni.

Questo è l’articolo della legge 214, che va di fatto a modificare l’art. 117-bis del Testo Unico Bancario:

legge 214

E’ bene ritornare sul fatto che la Commissione di Massimo scoperto o CMS, non esiste piu’.
In compenso… , sono state inserite 2 nuove voci:

Un Corrispettivo sull’Accordato (parliamo di aperture di credito, fidi in conto corrente) e una commissione di istruttoria veloce o CIV sullo sconfinamento, piu’, ovviamente,  gli interessi passivi sul periodo di sconfinamento (sia per conti correnti affidati, ovvero per i quali esiste un fido accordato e lo sconfinamento va oltre l’importo accordato, sia per conti correnti senza fido).

Parlando semplice, un fido è la possibilità di “andare in rosso” sul conto corrente, utilizzando, di fatto, soldi della banca che pero’ vengono “adeguatamente” pagati mediante l’applicazione di un tasso debitore che genera interessi passivi durante la durata dell’effettivo sconfinamento (per sconfinamento intendiamo la differenza tra ZERO e quanto c’e’ sul conto con il segno “-” davanti, per un determinato periodo).

Un Fido costa, e puo’ costare caro. Molti, privati ed aziende, per motivi di gestione della liquidità, preferiscono avere un fido (da mediamente 5.000, fino a importi molto elevati per aziende) che consente di provvedere ai pagamenti dei fornitori, in attesa dei pagamenti dei clienti…che possono avvenire in tempi diversi, generando cosi’ possibili ammanchi di liquidità sul conto.

Partiamo ora dall’analizzare le singole voci (che potete ritrovare nel vostro estratto conto trimestrale  di marzo, giugno, settembre, dicembre).

Corrispettivo sull’accordato:

è una commissione omnicomprensiva variabile, (calcolata in modo proporzionale, dice la legge al paragrafo 1 (sopra la parte evidenziata in giallo) che non puo’ superare lo 0,50% su base trimestrale!!! e questa la pagano tutti i possessori di fido. Esempio: avete un fido accordato di 5.000 euro? Bene, al massimo pagherete 25 euro al trimestre per il corrispettivo sull’accordato. (5.000 x 0,5%).

Avete un fido di 10.000 euro? Pagate, al massimo, 50 euro al trimestre per il corrispettivo sull’accordato.

Attenzione: si parla di somma messa a disposizione del cliente, non di somma utilizzata dal cliente.

Significa (fino a prova contraria) che se ho il fido ma non lo utilizzo, pago comunque il corrispettivo sull’accordato (anche perche’ altrimenti, si sarebbe chiamato… corrispettivo sull’utilizzato…).

Consiglio: se non lo utilizzi (il fido) e riuscite a rimanere costantemente sopra lo zero (soprattutto se sei un privato), valuta il fatto di chiuderlo e risparmiare qualche centinaio di euro all’anno. Se ti dovesse servire, lo riaprirai quando sarà necessario. Quindi ti consiglio di verificare il tuo estratto conto trimestrale per vedere se lo utilizzi e quanto puoi risparmiare.

Alcune banche usano, al posto di corrispettivo su accordato denominazioni come Commissione messa a disposizione dei fondi”,  “commissioni di disponibilità fondi”, “corrispettivo trimestrale”.

Tasso interesse debitore:

è il tasso di interesse applicato alle somme accordate, su base annua, che viene evidenziato in TAN e TAE (o TAEG) rispettivamente in Tasso Annuo Nominale e Tasso Annuo Effettivo Globale, percentualmente, che genera i cosiddetti interessi passivi (o “a debito”).

Questo tasso varia generalmente per importi entro o sopra una certa soglia, sia per importi accordati (ovvero entro il fido) che per importi oltre l’accordato (il cosiddetto extra-fido).

Questa voce, ovviamente puo’ essere contrattata con la banca e va controllato se rientra dentro le griglie di Usura.

Commissione di istruttoria veloce (CIV)  

Passiamo ora agli sconfinamenti. Con questa commissione, vengono interessati sia i conti correnti che hanno un fido accordato e viene eseguito uno sconfinamento “extra-fido” (ho un fido di 5.000 euro, e mi arriva una bolletta del gas di 500 euro e vado a -5.500 euro di saldo, dove -5000 è l’accordato e -500 euro è lo sconfinamento extra-fido), sia chi non ha un fido e va “in rosso” (ho un saldo di 500 euro sul conto e mi arriva una bolletta del gas di 800 euro (ho uno sconfinamento di 300 euro e il mio saldo sara’ di -300 euro).

Qui cosa succede? la Legge 214 delega il CICR (comitato interministeriale per il Credito ed il Risparmio, del Ministero dell’Economia e delle Finanze), al comma 4 del predetto articolo (vedi sopra) per decidere ambito di applicazione con misure, importi, esclusioni e quant’altro.

Allora, ci andiamo a prendere subito il loro decreto ministeriale n. 644 del 30 giugno 2012 (in PDF) e troviamo tutte le voci ed i chiarimenti di cui abbiamo bisogno.

All’articolo 4 troviamo che per esempio, ci sono differenze tra i Consumatori (privati) e non consumatori (aziende, altro).

Nel primo caso (consumatori, privati), è prevista un solo scaglione di importo per la commissione (sia entro che oltre 5000 euro di sconfinamento), mentre per i non consumatori (le aziende) sono previsti fino a 3 scaglioni di commissione CIV a seconda dell’importo di sconfinamento (generalmente entro 5000, da 5001 a 20000, oltre 20000).

L’importo della CIV non è fissato ma è indicato nell’articolo 4 comma 2 lettera b che le commissioni “non eccedono i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi, secondo quanto previsto dal comma  4”.

Saltiamo al comma 4 per vedere cosa prevede….

cicr costi art 4

In sostanza l’onere di stabilire se effettivamente i costi “vivi” dell’istruttoria veloce (verifiche, controlli su banche dati, ricerche sul cliente, ecc.ecc.)  è demandato …… all’intermediario stesso, che deciderà se applicare o meno la commissione. In caso di sconfinamenti multipli nella stessa giornata, si applica comunque una unica commissione.

E’ previsto anche il caso che i costi siano differenti da quanto detto, ma l’intermediario dovrà formalizzarli (evidenziandoli bene bene) e motivandoli “adeguatamente”.

Ora, vediamo quando non è dovuta la commissione di istruttoria veloce.

L’articolo 6, parla di rapporti con i consumatori (privati) e sottolinea che sia che tu abbia un fido e vai in extra-fido oppure che tu non abbia un fido e che ci sia uno sconfinamento, NON è dovuta la commissione di istruttoria veloce quando lo sconfinamento è UGUALE o INFERIORE a 500 euro e, contemporaneamente, lo sconfinamento non perduri OLTRE 7 giorni (aggiungo LAVORATIVI).

Queste due condizioni: 500 euro max e 7 giorni devono essere entrambe soddisfatte. In questo caso NON pagherai la CIV.

Ma attenzione: questa “grazia” la puoi avere SOLO se questo fatto si verifica al massimo 1 volta per ogni trimestre (articolo 6 comma 7).

 

cicr civ non dovuta

 

Poi non si paga la CIV quando il movimento che ha generato lo sconfinamento, è un pagamento verso l’intermediario.

Ovviamente non pagherai, se l’intermediario ha bloccato il movimento e quindi NON ha autorizzato lo sconfinamento.

Ora, analizziamo l’articolo 6 comma a lettera i.

La casistica potrebbe essere:

– sconfinamento  di 600 euro (superiore a 500 euro)  per 1 giorno (inferiore a 7): SI PAGA. anche se è la prima volta nel trimestre

– sconfinamento di 40 euro (inferiore a 500 euro) per 8 giorni consecutivi (superiore a 7): SI PAGA anche se è la prima volta nel trimestre

– sconfinamento di 450 euro per 5 giorni. Poi versamento di 900 euro in contanti. Poi, altro sconfinamento di 500 euro per 4 giorni sempre nello stesso trimestre. Si PAGA la seconda volta.

Ora un esempio di applicazione:

Questo è un estratto conto trimestrale:

 

esempio applicazione CIV

Analizziamo le voci:

movimenti

Interessi netti a credito: non ce ne sono. Quindi il conto è rimasto in zona fido (e oltre) per il trimestre intero.

Interessi a debito: 63,58 euro. Sono calcolati con i cosiddetti “numeri” ovvero il prodotto tra il saldo di giornata e il numero dei giorni che permane lo stesso saldo per valuta. Questo saldo viene moltiplicato per il tasso stabilito dalle condizioni contrattuali (in questo caso il 5,10% per la prima fascia di sconfinamento e poi il 7,10% oltre) e poi vengono divisi per 365.

CIV: 3 addebiti da 80 Euro per un totale di 240 Euro.

Corrispettivo su accordato: non è evidenziata l’Aliquota trimestrale, (ma è 0,5%) perché il fido del cliente è di 5.000. Quindi sono 25 euro per quel trimestre.

Alcuni esempi di Foglio Informativo con le condizioni evidenziate:

banca che applica la CIV

Questo (sopra)  è un conto per consumatori ed è evidenziata la commissione CIV.

banca che non applica la CIV

Questo (sopra) è sempre un conto consumatori ma la banca non applica la commissione CIV (leggi punto 4)

E’ bene sottolineare, che alcuni istituti di credito, tra i quali quello relativo alla foto qui sopra, non applicano la CIV, ma, quasi tutti sono banche on line e, generalmente non applicano la CIV perché le procedure non consentono sconfinamenti di nessun tipo e importo e quindi non sono autorizzati addebiti senza disponibilità.

 

civ conto non consumatori

Questo (sopra) è un conto NON CONSUMATORI. Notare i tre scaglioni della CIV.

Spero di essere stato chiaro e abbastanza esaustivo chiarendo qualche dubbio che tramite email mi era stato rivolto in piu’ occasioni.

Bisogna comunque analizzare caso per caso, con documenti alla mano (estratto conto con prospetto di liquidazione, Foglio Informativo delle condizioni di conto corrente che è reperibile sul sito di ogni Banca, alla voce TRASPARENZA che generalmente è nella homepage, nella parte bassa, detta footer) facendo riferimento alla legge e alla normativa aggiornata.

Solo a quel punto, in caso di discordanza, si puo’ chiedere inizialmente un parere ad un esperto e poi eventualmente passare alla fase di reclamo con tutto l’iter  che ogni banca consiglia nel suo sito internet e che abbiamo trattato, ad esempio nel caso della mancata erogazione delle banconote in un prelievo bancomat con addebito sul conto corrente

Se ti è piaciuto questo articolo o ti è servito, ti prego di farmelo sapere commentando qui sotto, oppure condividendolo su Facebook o Google o Twitter cosi’ da aiutarmi a divulgare conoscenza finanziaria con linguaggio semplice, in questo mondo che sembra fatto per rendere le cose facili sempre piu’ difficili. Grazie.

Federico Ferro.

 

Conto corrente per giovani con partita Iva

I titolari di una P. Iva sono obbligati per legge a far transitare i proventi della propria attività attraverso un conto corrente a loro intestato, non è invece necessario avere un conto dedicato alla vita professionale, anche se molti preferiscono comunque averne uno con movimenti di esclusiva pertinenza dell’attività; questo per consentirne un migliore monitoraggio e per facilitare le operazioni di eventuale verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quale tipo di conto aprire?

La scelta principale che riguarda i possessori di P. Iva è quella tra conti professionaliprivati; a questo proposito va detto che non esiste nessun obbligo di apertura di un conto di tipo ‘business’ , anche se in qualche caso può essere più conveniente nel caso si debba usufruire di servizi specifici per le attività commerciali, quali anticipi su portafoglio (Riba, fatture), POS, servizi di incasso e pagamento.

Se non si ha necessità di questo tipo di operazioni risulta più conveniente l’apertura di un conto corrente a zero spese, l’unico requisito è che sia possibile disporre pagamenti del modello F24.

Il mercato dei conti correnti online

Il conto My Business WeBank, dedicato ai professionisti, a fronte di un canone mensile, offre una serie di servizi gratuiti, tra cui pagamento stipendi, F24, Rav, Mav; mette inoltre a disposizione un bancomat internazionale gratuito.

Il Conto Super Genius di Unicredit non fa pagare canone fino ai 30 anni e, oltre ad avere l’internet banking, dispone di un’applicazione da scaricare gratuitamente per tenere sotto controllo il conto direttamente dallo Smartphone Apple o Android.

Che Banca propone un conto corrente a zero spese per tutte le operazioni via internet e fa pagare invece 3 euro per quelle in filiale, anche i bonifici sono gratuiti.
Per i possessori di partita Iva lo stesso istituto propone inoltre un conto deposito Business che consente di vincolare parte dei proventi dell’attività a 3,6,12 mesi e riscuotere in anticipo gli interessi.

Anche Ing Direct propone il suo conto corrente a zero spese con Bancomat e Carta di Credito compresi, bonifici gratuiti, su cui può appoggiarsi il conto deposito relativo.

In generale a fronte di un impatto a livello di costi abbastanza basso, la discriminante nella scelta del conto corrente può essere la presenza o meno di filiali nelle vicinanze. Questo sarà importante soprattutto se l’attività professionale comporta il dover eseguire frequenti versamenti in contante, in questo caso sarà opportuno privilegiare Istituti con una presenza sul territorio più capillare, oppure che consentano di effettuare versamenti con modalità alternative: ad esempio Fineco ha studiato, a questo scopo, il sistema dei bancomat evoluti, dove i titolari dei suoi conti online possono versare contante e assegni.

di Doriana Resta – www.migliorcontocorrente.org

Ci sono banche che non fanno pagare i bolli?


In questo tempo di crisi e confusione generale (spegnendo la tv, si riconquista la pace interiore e la calma necessaria per valutare bene le cose…) dove tutti cercano di spendere poco o niente e di ridurre al minimo quanto imposto da altri, molte delle domande che mi vengono poste, si riferiscono ai costi e alle imposte relative ai servizi bancari.
Senza entrare nel merito della questione se siano equi o meno, mi limito ad osservare che c’e’ un abisso tra il gratis e il ladrocinio e che molto spesso si vorrebbe tutto gratis perche’ temiamo di essere derubati.
Ma ogni cosa ha un costo (regola fondamentale da ricordare) e se non viene applicato (leggi te lo do GRATIS), può essere (anzi direi SICURAMENTE), viene diciamo “recuperato” da un’altra parte (forse meno in evidenza….).
Ora, dopo questa premessa non polemica e che non vuole essere esaustiva verso la politica delle spese e delle imposte sui servizi bancari, passo al concreto ovvero all’argomento:
“Quali sono le banche che oggi non applicano i bolli?”, “Quali banche non fanno pagare i bolli sugli investimenti?”, ecc.ecc.
Ricordo che l’argomento “Bolli su dossier titoli e conto corrente nel 2012” lo abbiamo discusso qui (CLICCA)
Ricordo anche che i Bolli, non sono spese bancarie, ma la banca versa l’imposta all’Agenzia delle Entrate per conto del cliente e recupera in seguito l’importo dovuto.
Pertanto “Le banche che non fanno pagare il bollo”, lo pagano per conto del cliente e non glielo recuperano (in pratica un regalo).
La ricerca è aperta e questo post verrà aggiornato quando troveremo banche che fanno promozioni indicando le eventuali riserve e o durate promozionali.
BANCHE CHE NON FANNO PAGARE IL BOLLO
BINK (Con adesione al prestito titoli)(Link al foglio informativo)
FINECO (Link ai fogli informativi) Iniziativa Tax Free – Bolli gratis ultimo trimestre 2012.
YOUBANKING (BANCO POPOLARE)

Link informazioni

Bollo su conto corrente e dossier titoli gratis fino al 30 giugno 2015.
in aggiornamento.
DISCLAIMER: Questo post non contiene suggerimenti di nessun genere, ma vuole semplicemente essere il risultato di una ricerca per fornire un servizio di informazione ai naviganti.
Fra le altre cose, deriva dalla risposta alla domanda (Lecita) fatta da un mio cliente. Se fossi BASTARDO in malafede, avrei detto sicuramente NESSUNA!, ma non mi reputo tale.
Gli ho detto “NON LO SO, MI INFORMO”. Poi ho fatto questa ricerca e gli ho risposto. Ditemi se ho fatto male.
I dati sono liberamente verificabili da tutti e presenti sui siti internet delle varie banche citate, di solito sul Footer (in basso), alla voce Trasparenza.
Segnalate eventuali dati errati o non veritieri perche’ pur volendo fare un buon lavoro di informazione, è possibile incorrere in errori anche banali.
La verifica e la modifica e aggiornamento delle offerte, avviene con cadenza non fissa e pertanto, alcune offerte potrebbero essere non aggiornate.