La Consob sui rischi di CFD, rolling spot forex ed Opzioni Binarie

In una comunicazione del 7 febbraio scorso, la Consob interviene per sottolineare che CFD, rolling spot forex ed opzioni binarie “non sono adatte alla maggior parte degli investitori.”

Lo fa in maniera molto chiara, spiegando cosa sono e come funzionano questi strumenti finanziari che definisce ” nuove forme di investimento finanziario altamente speculative, rischiose e complesse“.

Si sofferma poi sulle caratteristiche, già in questo Blog sottolineate più volte, delle opzioni binarie che sono assimilabili più a scommesse che investimenti, dato il brevissimo tempo di durata.

Finalmente si parla anche di come vengono pubblicizzati questi strumenti, molte volte con “comunicazioni pubblicitarie diffuse e forvianti, chiamate telefoniche ripetute e insistenti, invio massivo e non richiesto di e-mail, offerta di bonus iniziali o ricorrenti” e spiega che i poteri di Consob sono limitati ed in caso di problemi il risparmiatore non può neanche rivolgersi al nuovo Arbitro per le Controversie Finanziarie da poco istituito proprio presso Consob.

Vi lascio alla lettura del comunicato originale, molto dettagliato.

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“Comunicazione Consob a tutela dei risparmiatori sui rischi legati a investimenti in CFD e opzioni binarie

Nel corso degli ultimi anni, si registra nei vari Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, una crescente diffusione di nuove forme di investimento finanziario altamente speculative, rischiose e complesse, quali i contract for difference (CFD), rolling spot forex ed opzioni binarie.

I CFD sono contratti tra un intermediario ed un investitore con i quali ciascuna parte si impegna a pagare all’altra la differenza tra il valore attuale di un determinato bene (azioni, valute, merci, indici finanziari, ecc.) e il valore che lo stesso bene avrà in futuro. Una volta aperta una posizione in CFD, l’investitore in qualsiasi momento può chiuderla versando o incassando il differenziale.

I CFD sono prodotti c.d. a leva finanziaria, nel senso che gli investitori possono, tramite questi prodotti, assumere una posizione sul bene sottostante, versando soltanto una minima parte (detto “margine iniziale” o “deposito iniziale”) del valore complessivo della posizione assunta. In quanto prodotti a leva, agli investitori può essere richiesto il versamento di ulteriori somme ad integrazione di quelle depositate inizialmente per effetto dell’andamento del bene sottostante (c.d. “margini aggiuntivi”) e, inoltre, il risultato dell’operazione (perdita o guadagno) può essere ben superioreall’importo versato come margine iniziale (c.d. “effetto leva”).

Particolarmente diffusi sono i CFD aventi come bene sottostante le valute scambiate nell’ambito del c.d. “Forex”. Quest’ultimo non è un mercato regolamentato e con prezzi ufficiali, bensì un mercato non regolamentato in cui gli operatori di tutto il mondo negoziano direttamente fra loro (effettuando in questo modo negoziazioni “Over the Counter” – OTC).

Prodotti simili ai CFD sono i rolling spot forex, la cui caratteristica principale – oltre a quella di avere ad oggetto esclusivamente valute – consiste nel fatto che l’investitore può mantenere aperta la propria posizione grazie ad un meccanismo, chiamato roll-over, mediante il quale le operazioni chiuse al termine della giornata vengono automaticamente riaperte nella giornata successiva.

Anche i rolling spot forex sono prodotti con “effetto leva”.

Le opzioni binarie sono invece contratti che assicurano il pagamento di un importo predeterminato se l’evento (per esempio, raggiungimento di un determinato livello del prezzo di un’azione o del rapporto di cambio fra due valute) si verifica entro una predeterminata scadenza temporale. Se l’evento non si verifica si perde tutta la somma investita.

Le opzioni binarie presentano una struttura (e quindi rischi) simili a quella di una scommessa. Spesso si caratterizzano per la brevissima durata – ad esempio un’ora o, addirittura, un minuto – accentuando così all’estremo il carattere di scommessa, in quanto è particolarmente difficile, se non impossibile, fare previsioni con un minimo di fondamento in un così breve periodo di tempo.

Al di là delle specificità operative, la caratteristica comune dei CFD, rolling spot forex ed opzioni binarie è quella di avere strutture e modalità di funzionamento tali per cui agli stessi sono associati una serie di rilevanti rischi difficilmente comprensibili e valutabili. Per tale ragione, le forme di investimento in parola non sono adatte alla maggior parte degli investitori.

Ciò è ancora più vero se si considera che gli stessi prodotti vengono distribuiti molto spesso facendo ricorso a pratiche commerciali che(attraverso, per esempio, comunicazioni pubblicitarie diffuse e fuorvianti, chiamate telefoniche ripetute e insistenti, invio massivo e non richiesto di e-mail, offerta di bonus iniziali o ricorrenti) possono condizionare le scelte economiche dei risparmiatori anche in quanto amplificano le potenzialità della commercializzazione di beni e servizi attraverso la rete elettronica (con il canale elettronico, bastano pochi click e pochi secondi per effettuare un investimento).

In tali condizioni i risparmiatori finiscono, quasi sempre, per avviare l’operatività nei prodotti in parola senza una reale e preventiva comprensione e valutazione dell’effettiva portata dei rischi ad essi connessi e per perdere tutto o gran parte di quanto hanno investito.

I soggetti autorizzati offerenti i prodotti in parola sono per lo più imprese di investimento o banche comunitarie che operano in Italia in libera prestazione di servizi (cioè direttamente dal Paese in cui hanno la sede legale e sulla base dell’autorizzazione concessa dall’Autorità di vigilanza del loro Paese di origine), ovvero comunitarie o extracomunitarie che operano attraverso una sede secondaria stabilita sul territorio nazionale (succursale).

In base alla normativa comunitaria vigente, la Consob dispone nei confronti dei predetti intermediari comunitari di limitati poteri diretti di vigilanza e/o di intervento.

In particolare, sulle banche e imprese d’investimento comunitarie o extracomunitarie con succursale in Italia, la Consob è competente a vigilare soltanto sul rispetto delle regole di comportamento da parte della succursale nello svolgimento dell’attività nei confronti dei clienti italiani.

Le banche e imprese d’investimento comunitarie che invece operano in Italia in libera prestazione di servizi rimangono direttamente vigilate dalla sola Autorità del Paese di origine, anche per i comportamenti non corretti posti in essere nei confronti della clientela italiana.

Inoltre, l’investitore dovrà considerare che le controversie in materia di CFD, rolling spot forex e opzioni binarie tra clientela italiana e imprese di investimento comunitarie senza succursale in Italia non potranno essere portate davanti al nuovo Arbitro per le Controversie Finanziarie, istituito recentemente presso la Consob.

Peraltro in Italia si registra la presenza in questo settore di numerosi soggetti abusivi, cioè di soggetti sprovvisti di autorizzazione ad operare nel nostro Paese che offrono tali contratti tramite internet e che non sono sottoposti a vigilanza amministrativa da parte di alcuna Autorità.

Riassumendo:

– l’investimento in CFD, rolling spot forex e opzioni binarie, non è adatto alla maggior parte degli investitori;

– tale forma di investimento può comportare perdite anche ben superiori al capitale inizialmente investito;

– occorre procedere ad avviare l’operatività soltanto dopo aver effettivamente compreso e valutato tutti i rischi connessi all’investimento in parola;

– è necessario accertarsi sempre che il soggetto offerente sia autorizzato ad operare in Italia, consultando gli appositi elenchi tenuti a cura della Consob (per quanto riguarda le imprese di investimento) e della Banca d’Italia (per quanto riguarda le banche), reperibili sui rispettivi siti istituzionali. A tal fine è opportuno consultare altresì la sezione “Avvisi ai risparmiatori” presente sul sito istituzionale Consob, contenente le segnalazioni, provenienti da autorità di vigilanza estere, oltre che dalla stessa Consob, di attività di tipo finanziario svolte abusivamente e dei soggetti cui fanno capo.”

 

Fonte: Consob

La tobin-tax sui derivati, slitta al 1 settembre

Doveva partire oggi 1 luglio.

Ma il “decreto-del-fare” , emanato Sabato 15 giugno, ha deciso di rimandare perché le entrate previste sono praticamente una briciola di quanto si era preventivato inizialmente…

A chi interessa e chi colpisce?

Parliamo della tassa sulle transazioni riguardanti compra-vendita di derivati su azioni italiane come: Stock Future su azioni italiane, opzioni su Azioni iso-alfa,  CFD su azioni italiane, opzioni binarie su azioni italiane, Certificates su Azioni Italiane, covered warrant su azioni italiane e derivati su indici azionari italiani  come: covered warrant su indice azionario italiano, CFD su Future FTSE Mib, CFD su Mini Future FTSE Mib,  opzione binaria su indice azionario italiano, certificato (certificates) su indice azionario italiano, Future su FTSE Mib, Mini Future su FTSE Mib, Opzione MibO su FTSE Mib.

Lo slittamento riguarda anche l’imposta sulle transazioni ad alta frequenza (high frequency trading, HFT).

E’ stata fatta slittare anche dal 16 luglio al 16 ottobre la prima rata di pagamento che gli intermediari (sostituti di imposta) devono liquidare all’erario relativamente alla Tobin-tax sulle transazioni relative a compravendita di azioni di società italiane quotate con capitalizzazione maggiore di 500 milioni di euro. Ne avevamo già parlato qui.

Quella Tobin-tax, ribattezzata TTF, è già in vigore dal 1 marzo scorso ed è regolarmente in essere.

Quella sui derivati, invece, doveva “decollare” da oggi.

Mentre sulle azioni, la tassa è in percentuale (0,12%),  (per il 2013), sui derivati invece si pagherà una tariffa fissa che varierà in funzione dello strumento e  del  valore nozionale  del contratto scambiato; inoltre deve essere corrisposta sia dall’acquirente che dal venditore e non è esentata l’operatività intraday.

Per i derivati scambiati sul mercato non regolamentato (Otc) l’onere sarà più gravoso, (alcuni intermediari parlano di circa 5 volte piu’ cara), rispetto a quella prevista per gli strumenti scambiati sui mercati regolamentati.

La tassa NON colpirà il mercato FOREX.

La tassa NON colpirà i CFD con sottostanti NON italiani (indici e azioni).

In questa tabella, gli importi in euro, che si pagheranno per trading in derivati per fascie di valore nozionale di contratto e per tipo di contratto.

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Vedremo in futuro di seguire gli aggiornamenti e di tenervi informati.

Per chi vuole fare dei calcoli sull’impatto della sua operatività, segnalo questo interessante sito: www.tobin-tax.it

Ricerca: |Cos’è la Tobin Tax | Calcolo Tobin-tax |

Cosa sono le opzioni binarie?

Cosa sono le opzioni binarie?

Le opzioni binarie, conosciute anche come opzioni digitali,  “opzioni tutto o niente” o “opzioni fisse”, sono un tipo di investimento – dal ritorno predeterminato – che permetteno di trarre profitto da una corretta previsione di come il prezzo di una certa attività (valute Forex, Indici di borsa, Azioni o Commodity) si muoverà durante un determinato arco di tempo.

Molto brevemente, una volta che tale periodo si è concluso, l’opzione ha raggiunto la sua scadenza e l’investimento può rivelarsi o “in the money” (la predizione fatta si è rivelata corretta, quindi si fanno dei profitti) o “out of the money” (la predizione non si è rivelata corretta e quindi si perdono i soldi investiti).

 Attenzione!!! Controllate che la società sia autorizzata dalla Consob.

Importante sottolineare che il servizio è da intendersi un servizio finanziario, come indicato nel suo bollettino dalla Consob: (http://www.consob.it/main/documenti/bollettino2012/c12055030.htm)

Comunicazione n. DTC/DIS/DIN/12055030 del 2-7-2012
Oggetto: Comunicazione in materia di opzioni binarie

Si sono diffuse nel mercato operazioni (“opzioni binarie” o “opzioni digitali”) che presentano una struttura simile a quella di una scommessa in quanto assicurano il pagamento di un importo predeterminato se l’evento (raggiungimento di un determinato livello di prezzo del titolo, indice o altro sottostante) si verifica, prima o entro una determinata scadenza temporale; nel caso in cui l’evento non si verifichi, l'”acquirente” l’opzione subisce la perdita di tutta la somma investita.

Al riguardo, in data 28 marzo 2012 i Servizi della Commissione Europea, in risposta a specifico quesito circa la natura delle opzioni binarie, hanno chiarito che le stesse (1), “quali contratti derivati regolati in contanti, appaiono riconducibili alla definizione di strumenti finanziari. Di conseguenza, le società che offrono servizi e attività di investimento in opzioni binarie dovrebbero essere autorizzate come imprese di investimento [ovvero banche] ai sensi della MiFID“.

Come indicato dai Servizi della Commissione Europea, le opzioni binarie, contratti derivati regolati in contanti, rientrano nel novero degli strumenti finanziari di cui all’Allegato 1, sez. C della direttiva 2004/39/Ce (“MiFID”): di conseguenza, tutti i soggetti che intendono prestare servizi di investimento aventi ad oggetto opzioni binarie verso il pubblico (italiano) devono essere dotati della necessaria autorizzazione rilasciata dalle competenti Autorità.

Il PRESIDENTE
Giuseppe Vegas

___________________
[1]Cfr. “Questions on Single Market Legislation”, nr. “ID 955. Definitions” reperibile alla pagina internet http://ec.europa.eu/yqol/index.cfm?fuseaction=question.show&questionId=955.

Attenzione quindi  a chi offre il servizio. Deve essere autorizzato ad operare in Italia. Altrimenti potete trovarvi in serie difficoltà nel recuperare i soldi nel vostro conto.

Alcune società infatti, non sono state autorizzate, come compare dal bollettino Consob.

E stando a quanto indicato, i seguenti siti non possono operare in Italia: www.optionsfair.com, www.24option,.com,   (autorizzata dal 8 dicembre 2013) www.ikkotrader.com, www.optionbit.com, www.marketpunter.com

Una utile risorsa è la pagina riservata alle comunicazioni a tutela della dei Risparmiatori, pubblicata dalla Consob e aggiornata con provvedimenti diretti della Consob e di altri organismi di vigilanza stranieri.

Sapete come la penso relativamente alle opzioni binarie. L’ho detto più volte. Sembra un gioco, la sensazione è quella di una scommessa, ma alla fine si investono dei soldi. Quindi, se proprio volete cimentarvi in questo tipo di “investimento” almeno fatelo con cautela (leggi investendo una somma che siete sicuri di poter perdere senza problemi) ma soprattutto utilizzando società che siano autorizzate ad operare in Italia con autorizzazione della Consob.

Ma quali sono le società autorizzate in Italia (dalla Consob) per le opzioni binarie?
In questo articolo monitoriamo i broker di opzioni binarie attualmente autorizzati in Italia.