La storia del conflitto di interesse, per molte reti di Consulenti Finanziari, sta terminando. Se prima le retrocessioni sui prodotti distribuiti erano il loro tallone d’achille, oggi con l’utilizzo di ETF nei portafogli dei clienti e l’applicazione della parcella per il servizio di consulenza, riduce il dibattito di molto.

Premessa.
Se trovi un Consulente Finanziario che parla male dei consulenti autonomi, che parla male dei bancari, che parla male di un altro Consulente Finanziario , non fidarti di lui.
Se trovi un Consulente Autonomo che parla male dei Consulenti Finanziari, non fidarti di lui. Probabilmente prima faceva il Consulente Finanziario e faceva quello che dice dei Consulenti Finanziari.
Se l’unico modo per accaparrarti un cliente è quello di parlar male di un tuo concorrente, sei veramente messo male.
E se il tuo cliente crede a quello che gli dici, è messo male anche lui.
E forse siete fatti l’uno per l’altro.
Fine della Premessa.

Inizio della storiella.
C’era una volta un tizio che vendeva di tutto. Era bravissimo. Cercava solo prodotti buoni e che potessero soddisfare i suoi clienti in modo che loro parlassero bene di lui e che gli portassero nuovi clienti o che continuassero ad acquistare da lui nel tempo. Non solo, dopo aver concluso il primo affare, cercava di coccolarli e li chiamava per salutarli, per fare loro gli auguri di buon compleanno e durante le feste di Pasqua e Natale. Al primo posto c’era il cliente. Perche’ senza il cliente, non c’era provvigione e non si mangiava. E il tizio, aveva un suo modo di pensare. “Non devo vendere tanto per vendere. Devo vendere per soddisfare un bisogno del mio cliente. E devo farlo per tante volte. Ma se vendo tanto per vendere, prima o poi il cliente non mi crede più e io lo perdo. E ogni cliente perso me ne porta via degli altri.”
Perché il passaparola funziona anche al contrario. Solo che ha più potere. Ovvero se ti comporti male, parlano male di te più di quando ti comporti bene.
E le sue provvigioni erano il frutto del suo lavoro. Non erano soldi rubati al cliente. Erano il prezzo della sua ricerca, della sua preparazione, della sua attenzione verso il cliente. E i suoi clienti rimanevano con lui per molti anni. Il prezzo non era la cosa più importante. Era il servizio che contava.

Poi arrivo’ un tizio in paese che apri’ un ufficio. Diceva che lui ricercava i prodotti migliori per la clientela, solo che non lavorava per nessun negozio. Diceva che non aveva conflitti di interesse poiché non era “obbligato” a vendere i prodotti del suo negozio, ma poteva indirizzare i suoi clienti a comprare i prodotti migliori, all’ingrosso, quindi spendendo meno.
Un cliente andava da lui, e gli diceva che cercava un tal prodotto e il professionista lavorava per conto del cliente ricercando per lui il prodotto piu’ adatto a prezzo migliore.
Poi consegnava un foglio al cliente che indicava dove doveva andare ad acquistare il prodotto e quale prodotto era meglio per lui. Per questo lavoro si faceva pagare una certa somma, in funzione del costo del bene scelto dal cliente o a volte indipendentemente dal costo del bene.

Questi due signori erano un Consulente Finanziario ed un Consulente Autonomo seri ed onesti. Sono due mestieri diversi e uno non potrà mai sostituire l’altro, checché se ne dica.
Chi vuole dimostrare il contrario portando acqua al suo mulino, sta facendo una grande magra figura, specialmente in questi ultimi tempi.
Fine prima parte.

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