La differenza tra deducibilità e detraibilità fiscale

Sembra facile da scrivere, ma quando è ora di spiegarlo, 9 volte su dieci si confondono i due nomi… (non so a te, ma a me capita molto spesso…)

Non è il funzionamento di entrambi che trae in inganno o gli ambiti di applicazione, ma facilmente si possono scambiare i nomi.

La differenza tra deducibilità e detraibilità è basata sulla modalità di calcolo dell’imposta prima o dopo il calcolo del reddito imponibile.

La differenza tra deduzioni e detrazioni è utile in fase di dichiarazione annuale dei redditi.

 

Cos’è la Deducibilità?

La deducibilità è la sottrazione delle spese (costi) deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta.

REDDITO – COSTI DEDUCIBILI = REDDITO IMPONIBILE Sulla base del reddito imponibile si calcola poi l’imposta da pagare.

 

Per quanto riguarda i costi deducibili che ci interessano più da vicino, sono da ricordare i versamenti alla Previdenza Integrativa che sono deducibili dal reddito imponibile per un importo massimo di 5.164,57 euro. Da ricordare che tale somma riguarda anche l’eventuale contributo del datore di lavoro e versamenti effettuati a favore di soggetti fiscalmente a carico. Non si può dedurre la quota di TFR eventualmente versata in un fondo pensionistico o altra forma di previdenza integrativa personale. Da ricordare anche che eventuali premi eccedenti tale somma e quindi non dedotti, vanno comunicati entro l’anno alla Società che gestisce il fondo che provvede ad annotare tale indicazione per utilizzarla al momento della prestazione.

 

Cos’è la Detraibilità?

La detraibilità è la sottrazione dei costi detraibili dopo aver calcolato il reddito imponibile e l’imposta da versare.

I costi detraibili sono sottratti direttamente dall’imposta.

IMPOSTA NETTA = IMPOSTA – COSTI DETRAIBILI In genere è possibile portare in detrazione soltanto una percentuale delle spese detraibili (es. 19%).

La percentuale di attribuzione delle spese detraibile varia a seconda della tipologia dei costi da detrarre.

Visto che parliamo di risparmi e finanza, la parte dei costi detraibili che ci interessa approfondire è quella relativa a:

  • PREMI PER ASSICURAZIONI SULLA VITA E CONTRO GLI INFORTUNI
  • PREMI PER LE ASSICURAZIONI PER IL RISCHIO DI NON AUTOSUFFICIENZA.

Le prime riguardano i premi versati per le polizze caso morte (ad esempio le temporanee caso morte) o per il rischio invalidità permanente non inferiore al 5%. Sono comprese anche quelle coperture che vengono inserite nell’assicurazione dei veicoli: le infortuni conducente.

Per queste polizze, è prevista la detrazione del 19% con un limite (anche per più’ polizze) di 530 Euro.

Le seconde invece sono le cosiddette polizze LONG TERM CARE che coprono il rischio di non autosufficienza (a compiere gli atti di vita quotidiana quali alzarsi, lavarsi, vestirsi, nutrirsi, ecc.)

Per queste polizze, è prevista la detrazione del 19% con un limite di 1291,14 euro (al netto di eventuali premi per rischio morte o invalidità permanente).

 

DETRAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, RISPARMIO ENERGETICO, MOBILI E GIARDINI per spese effettuate nel 2018

In relazione ai casi suddetti, è interessante la Guida dell’Agenzia delle Entrate che potete trovare qui.

 

Per ogni dubbio o chiarimento, basta rivolgersi al proprio commercialista o caf.

Per chi vuole approfondire da solo, le istruzioni del 730 o del modello unico sono comunque una fonte molto esaustiva di informazioni e dati.

Approfondiremo ancora la tematica poiché riguarda il mondo del risparmio.

Cosa è il 5 per mille

Il 5 per mille, in questi giorni è sulla bocca di tutti, perché stiamo entrando nel periodo relativo alla denuncia dei redditi.

Ma cos’é effettivamente?

Il 5 per mille è in sostanza una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) che il contribuente decide di destinare  liberamente a favore di organizzazioni di volontariato e utilita’ sociale, ricerca scientifica ed università, ricerca sanitaria, attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, attivita’ sociali svolte dal comune di residenza e associazioni sportive dilettantistiche.

E’ nato con la Finanziaria del 2006 e riconfermato ogni anno pur con modifiche sui beneficiari nelle varie edizioni. Anche nel 2013 è stato confermato.

Cosa bisogna fare per donare il 5 per 1000?

Mi hanno dato un bigliettino con un codice fiscale. Cosa devo fare?

Il contribuente sceglie il riquadro che trova nel suo modello di dichiarazione (730, unico, ecc.ecc.), come quello raffigurato qui sotto.

Deve apporre la sua firma e  indicare il codice fiscale relativo all’ente, all’associazione, ecc.ecc. a cui vuole destinare il 5 per mille della sua IRPEF.

 

5 per mille 2013

 

Ma mi prelevano altri soldi?

No.  Si puo’ stare tranquilli perché il 5 per mille non è un “ulteriore” aggravio per il contribuente perché i soldi sono una entrata mancata per lo Stato, che “girerà” ai soggetti beneficiari se ammessi, ovvero in possesso dei requisiti richiesti.

 
 

L’agenzia delle Entrate ci dice: ”
L’articolo 23, comma 2, del Dl n. 95/2012 – pdf – ha previsto, anche per l’esercizio finanziario 2013, la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno delle stesse categorie di soggetti beneficiarie del contributo per l’esercizio finanziario 2010.
Per l’anno finanziario 2013, il 5 per mille è pertanto destinato, nel dettaglio, a sostegno delle seguenti finalità:

  1. sostegno degli enti del volontariato:
    • enti del volontariato di cui alla legge 266 del 1991:
    • Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo10 del Dlgs 460/1997)
    • associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (articolo 7, commi da 1 a 4, legge 383/2000)
    • associazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo 10, comma 1, lettera a) del Dlgs 460/1997
    • fondazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo10, comma 1, lettera a) del Dlgs 460/1997
  2. finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università
  3. finanziamento agli enti della ricerca sanitaria
  4. sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente
  5. sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

Anche per l’anno finanziario 2013 (articolo 23, comma 46, del Dl 98/2011, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111), tra le finalità alle quali può essere destinata, a scelta del contribuente, una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è inserita, altresì, quella del finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Con il Dpcm 30 maggio 2012 – pdf sono state stabilite le modalità di richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità di riparto delle somme.

Non so a chi donarlo.

Si possono trovare i codici fiscali dei soggetti ammessi al beneficio e sono consultabili negli appositi elenchi pubblicati sul sito web dell’Agenzia delle Entrate che trovate cliccando qui

Ma quanti soldi vengono devoluti con il 5 per mille?  Quali sono gli enti e le associazioni che percepiscono piu’ di tutti? 

La risposta a queste domande  la si puo’ avere visitando il sito dell’Agenzia delle Entrate. Sono presenti tutte le liste per importo e in ordine alfabetico per tutte le tipologie e per anno.

Qui per esempio ci sono le liste relative all’anno 2011

Dove vanno a finire i soldi che ricevono gli enti e/o le associazioni?

Per legge, devono rendere pubblico il bilancio delle spese sostenute con gli introiti relativi al 5 per mille.

E tu a chi lo doni il tuo 5 per mille?