Come fare un PAC (Piano di Accumulo di Capitale) con Banca Widiba?

Pubblico questa domanda ricevuta via email e la mia risposta che spero possa servire anche ad altri clienti Widiba attuali o futuri.

… Sono un cliente di Widiba. Ho aperto il conto nel dicembre 2019 e sono molto soddisfatto delle condizioni, del servizio e soprattutto della app…. Uso la linea libera con il passaggio automatico a soglia, dal conto corrente e ho alcuni vincoli, per lo più frutto di giroconti dall’altra banca in occasione delle promozioni del tasso a 6 mesi. Ora vorrei investire mensilmente una cifra con un PAC su un fondo internazionale azionario e su un fondo azionario legato al settore della tecnologia perché penso che comunque sia l’andamento del mercato nel breve/medio periodo, in quel settore si possono avere buoni ritorni…. L’unico problema è che con Widiba, non posso fare da solo ma mi serve un consulente finanziario. Volevo sapere cosa comporta in termini di costo e di operatività avere un consulente finanziario in Widiba. Cosa devo fare per scegliere? 

 

Rispondo volentieri a questa sua email, perché è una delle domande che mi vengono fatte molto spesso. Poi se la motivazione è la ricerca di un servizio utile, direi indispensabile come il PAC, lo faccio ancora meglio.

Faccio solo una premessa: Widiba è una banca che unisce 2 caratteristiche che possono anche coesistere: da un lato l’estrema praticità di un servizio Self, con i servizi che consentono di avere sottomano e sott’occhio le proprie disponibilità senza code, tempi di attesa, pagine e pagine di carta da firmare e da conservare.

Dall’altra parte, un gruppo di consulenti finanziari, professionisti di questo settore, che possono seguire a 360 gradi il cliente in tutti i suoi bisogni finanziari sia personali, familiari, che aziendali.

Detto questo,  come avrà visto, alcuni servizi vengono completamente lasciati in mano al cliente che può disporre della sua liquidità per sottoscriverli in base alle proprie esigenze:

Richiesta carte di debito, di credito, sottoscrizione di azioni ed obbligazioni ed altri strumenti di risparmio amministrato tramite una delle piattaforme di trading online più semplici quanto evolute che il mercato possa offrire oggi.

Sottoscrizione di prodotti assicurativi semplici per le coperture personali e della casa; prodotti di liquidità come linee vincolate dai 3 ai 24 mesi a tassi sempre molto interessanti e competitivi.

Invece, quando le esigenze rientrano nei bisogni della famiglia e sono tipici degli eventi che caratterizzano la vita dell’individuo, sono necessarie competenze più specifiche che possano indirizzare il cliente verso il servizio che veramente possa permettere di raggiungere tali obiettivi. 

Ecco che entra in gioco la figura del Consulente Finanziario di Banca Widiba che, affiancato da una banca con una struttura snella, moderna e tecnologicamente evoluta, può dedicarsi alla verifica dei bisogni del cliente  aiutandolo nel lungo periodo al loro conseguimento.

Il Consulente si rende necessario così per la sottoscrizione di prodotti che rientrano nel cosiddetto risparmio gestito, come fondi comuni di investimento o sicav, gestioni patrimoniali, polizze assicurative unit linked o a gestione separata, e fondi pensione o piani individuali pensionistici.

Venendo alla sua domanda, l’assegnazione ad un consulente finanziario di per sé non ha un costo.

Il consulente finanziario è un professionista con mandato di banca Widiba che viene remunerato in funzione del grado di servizio richiesto dal cliente.

Si va dalla consulenza semplice di prodotto che comporta un costo che è ricompreso all’interno del prodotto stesso. Parte di questo costo viene girato alla Banca dalla società che emette il prodotto.

Una percentuale di questo, viene quindi girata al consulente finanziario per il suo compenso professionale.

Si passa poi alla consulenza di portafoglio, generalmente per portafogli superiori a 50.000 euro. Questa tipologia di servizio, consente di creare portafogli di investimento più diversificati ed al contempo correttamente creati per adattarsi ad obiettivi e profili di rischio del cliente nel rispetto delle direttive molto stringenti (Mifid).

Questo tipo di servizio prevede l’eventuale applicazione di un costo di consulenza fisso, per la creazione della proposta di investimento e che può essere addebitato ad ogni revisione periodica programmata con il cliente.

Si arriva quindi al servizio di Consulenza più elevato, destinato a patrimoni superiori ai 100.000 euro, che comprende anche l’analisi del patrimonio immobiliare, il patrimonio presso altre banche, una dettagliata e precisa analisi dei bisogni e la predisposizione di un piano per la pianificazione successoria. In questo caso, è prevista una parcella di consulenza in percentuale al patrimonio considerato, con addebito trimestrale sul conto corrente.

Venendo al suo caso, non avendo specificato il suo patrimonio attuale da considerare e tenendo conto della sua esigenza riguardo al Piano di accumulo di capitale, avrà da considerare un costo del prodotto o dei prodotti sottoscritti (commissioni di gestione), che variano secondo la tipologia di asset, ma che sono disponibili anche sul sito Morningstar nelle schede prodotto o direttamente sulle schede nel sito della società che emette il prodotto.

Poi dovrà tenere conto di una spesa mensile di un euro, detratto dall’importo investito mensilmente.

Parte delle commissioni di gestione annua, sono il compenso del Consulente finanziario che avrà impostato la proposta verificando che tale soluzione sia effettivamente indicata per le sue esigenze e che provvederà a fornirle periodicamente reportistica chiara ed aggiornata per monitorare l’andamento del suo investimento nel tempo e verso l’obiettivo prefissato.

Per scegliere il suo Consulente Finanziario, se per lei è importante il rapporto personale, tenga eventualmente conto della localizzazione rispetto alla sua.

Essendo già cliente della banca, i compiti di riconoscimento ai fini di legge è già stato effettuato dalla banca e questo permetterebbe comunque l’attività a distanza anche con un Consulente che si trova più lontano rispetto a dove lei risiede o lavora.

La tecnologia per gli ambiti di comunicazione, con i moderni software di videochiamata, associate alle modalità di firma digitale dei documenti e delle proposte di investimento/disinvestimento, permettono anche questo tipo di rapporto professionale, che si è rivelato molto utile ed apprezzato nei momenti conseguenti all’epidemia del Covid di questi mesi. 

Resto a disposizione per ulteriori informazioni.

 

 

Mi hanno spostato il conto da Monte Paschi a Widiba

Vediamo di rispondere ad una delle ormai frequenti email di clienti Monte Paschi di Siena che si sono visti spostare su banca Widiba e che chiedono informazioni.

Buongiorno.

Mi chiamo XXXXX XXXXXX. Sono un correntista Monte Paschi di Siena da parecchi anni e utilizzo il mio conto corrente per l’accredito dello stipendio e delle utenze di casa, un bancomat ed una carta ricaricabile. Accedo al mio conto anche tramite il sito per effettuare pagamenti e/o per visualizzare il saldo ed i movimenti.

In data 21 ottobre, il mio conto è stato “spostato” su Widiba, una banca online sempre del gruppo Monte Paschi. L’ho saputo perché non sono più riuscito ad accedere al mio conto online e nella mia filiale di XXXXXX ho chiesto spiegazioni.

Mi hanno detto di rivolgermi ad un numero verde 800893543. Ho provato a chiamare e mi hanno detto che devo collegarmi al sito di widiba ed accedere con i miei codici attuali MPS. Ma non riesco. Perché? Perché devo cambiare conto e Iban? Chi deve spostare le utenze? Sono obbligato a cambiare?

La ringrazio per l’attenzione che vorrà dare a questa email.

Distinti saluti.

XXXXX XXXXXXX

XXXXXX

Metto online la mia risposta per poter essere d’aiuto a chi si trovasse momentaneamente in difficoltà sia per questioni tecniche che per questioni contrattuali, cercando di essere più semplice possibile.

La ringrazio per il quesito, anzi per i quesiti, che ultimamente, sia a mezzo telefono che tramite il sito o email, stanno aumentando considerevolmente.

Iniziamo con il dire cosa è successo e perché.

E’ successo che Monte dei Paschi di Siena, la capogruppo e azionista unico di Widiba, ha ceduto un certo numero di clienti alla sua controllata, in base ad una operazione rientrante nel piano di rilancio del Gruppo Montepaschi.

Questa operazione si perfeziona in più tranches e prevede che i clienti che rispondono ad alcune caratteristiche commerciali, vengono inserite in un segmento commerciale e i loro rapporti “ceduti” in toto a banca Widiba.

Lei fa parte della tranche del 20 ottobre 2018 con il segmento Valore Digital Best, ovvero clienti che effettuano poche operazioni in filiale e che utilizzano generalmente l’approccio online per disposizioni e interrogazioni del conto.

Questo tipo di operazione, la cessione, è prevista dall’art.58 del Testo Unico Bancario e, nel caso specifico è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’8 novembre 2018 che riporta modalità, motivazioni e conseguenze per i rapporti ceduti.

Lei non mi pare, ma alcuni clienti mi hanno detto di non essere stati avvisati.

MPS ha inserito nell’estratto conto del 30 giugno 2018 una comunicazione per informare la clientela. Per alcuni clienti è stata inviata lettera cartacea. Poi, un mese prima del passaggio (come da disposizioni di legge), è stata inserito un documento nella sezione Documenti On Line dell’Home Banking e la comunicazione è stata lasciata visibile al momento degli accessi all’Home Banking.

Il problema da Lei riscontrato era riconducibile principalmente per l’utilizzo del sito di MPS invece di quello di Widiba. Collegandosi infatti al sito http://www.widiba.it cliccando in alto a dx. dove c’e’ scritto “Ex-Cliente MPS”

si accede alla pagina informativa “Passaggio in Widiba

scorrendo la quale si ottengono tutte le informazioni, descrittive ed operative. Nella stessa pagina, al punto 4, è possibile scaricare una guida in PDF (riporto qui il link per comodità) che contiene tutte le informazioni che Le possono servire.

Cliccando invece nel bottone rosso sotto la scritta “Passaggio in Widiba” dove è riportato “LOGIN EX-CLIENTE MPS” Le viene presentata la maschera d’accesso con la richiesta del codice d’accesso di 8 cifre che Lei utilizzava di solito per accedere sul sito di MPS.

Nel caso avesse perso il suo vecchio codice, clicchi su recupera credenziali e potrà quindi richiedere le nuove credenziali.



Altrimenti, accedendo con il suo codice, Le verrà proposto di cambiare le credenziali con quelle di Widiba. Da quel momento dovrà accedere utilizzando LOGIN e non più l’accesso come Ex-cliente MPS.

Perché devo cambiare conto e Iban?

Per questa domanda torno a quanto detto prima. Si tratta di una operazione di cessione. Il Suo conto, come tanti altri, è stato ceduto ad altra banca. A volte capita con filiali fisiche: una banca cede filiale intera con mobili, impiegati, clienti. Il cliente si trova cliente da un giorno all’altro di un’altra banca, anche non facente parte del gruppo. Qui è diverso. Widiba fa parte del Gruppo Montepaschi. I clienti di Widiba (e quindi anche Lei) possono andare in una filiale Monte Paschi ed effettuare operazioni, ovviamente secondo le condizioni previste.

L’IBAN cambia perché la banca è un’altra (pur facendo parte dello stesso gruppo bancario) e il codice ABI è diverso rispetto a quello di Monte Paschi . Il codice ABI (Associazione Bancaria Italiana) è un numero di 5 cifre che contraddistingue univocamente ogni Istituto Bancario.

Capisco che un cliente può non trovarsi d’accordo, ma sono operazioni che accadono tutti i giorni e che continueranno ad esserci in un futuro di cambiamenti epocali anche nel settore bancario. Quello che è importante è che Lei possa avere assistenza e che ci siano informazioni prontamente accessibili.

Nella guida troverà tutte le informazioni di contatto e soprattutto le risposte agli altri quesiti richiesti. In particolare relativamente al passaggio delle utenze e di tutti gli accrediti e addebiti, Widiba assicura il passaggio dal vecchio al nuovo conto mantenendo le vecchie condizioni applicate.

Resto a sua disposizione per ulteriori informazioni.

Cordialmente.

F.F.

Faccio presente ai lettori che sono un Consulente Finanziario Widiba, che questo sito è di mia proprietà, che che quanto scritto è il mio parere personale e non di Widiba e pertanto libero la banca da qualsiasi responsabilità per quanto detto o non detto.

Se vi trovate in difficoltà o avete quesiti riguardo al Passaggio in Widiba, potete contattarmi compilando il modulo di contatto che trovate cliccando qui

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Cos’e’ il bail in?

Cos’e’ il bail in ?

Il bail in è una brutta cosa direbbe un bambino. Vediamo di spiegare molto semplicemente di cosa si tratta (perché Einstein dice che se non lo sai spiegare semplicemente, vuol dire che non lo hai capito abbastanza bene).

Una volta, se una banca, per mille motivi validi o meno validi si trovava in difficoltà,  succedeva che interveniva qualcuno o qualcosa per sistemare le cose. Questi “aiuti” arrivavano dall’esterno della banca e, generalmente non interessavano direttamente i risparmiatori, salvo in casi particolari.

Dal primo gennaio 2016, è entrata ufficialmente in vigore anche in Italia la procedura del bail in che non è altro che l’ultimo passo del recepimento di una direttiva Europea, la 2014/59/UE del 15 maggio 2014,  già in vigore in alcuni paesi dal 1 gennaio 2015 (noi eravamo in ritardo e l’Europa ci ha anche sanzionato…).

La sostanza del discorso è questa: se la banca è in dissesto o a rischio dissesto, viene attuata una procedura di risoluzione che serve ad evitare la liquidazione (nella fattispecie liquidazione coatta amministrativa, quale trattamento speciale per banche ed altri intermediari finanziari,  al posto del fallimento tipico di imprese). Tra gli strumenti a disposizione, gli organi di risoluzione, che sono indipendenti, possono avviare il cosiddetto bail in come ultima spiaggia.

Ma in cosa consiste in pratica il bail in ?

Letteralmente significa salvataggio dall’interno. Ma per interno si intendono quasi esclusivamente coloro che “hanno investito” in quella banca. Non nel senso che hanno messo i loro investimenti in quella banca, ma specificatamente che hanno investito su quella banca, hanno puntato su quel cavallo (quella banca), con strumenti finanziari emessi dalla banca stessa,  reputati ad alto rischio.

E quali sono gli strumenti ad alto rischio?

Le azioni di quella banca. Si. Se hai comprato le azioni di quella banca, sei un socio di quella banca. E se sei un socio di quella banca, partecipi al rischio di quella banca, come se avessi messo su una banca tu con gli altri soci (per farla molto semplice, sia chiaro). Quindi, il bail in causa la riduzione, fino anche all’azzeramento totale del valore delle azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare cosi’ la banca perche’ possa stare sul mercato con una capitalizzazione sufficiente. Non c’e’ ma che tenga.

Le obbligazioni subordinate emesse dalla banca. Si. Se hai sottoscritto delle obbligazioni della banca, sei di fatto un creditore della banca. In sostanza hai prestato dei soldi, non hai investito (come con le azioni) e in cambio ti aspetti un certo reddito (gli interessi periodici) e poi la restituzione del tuo capitale alla scadenza. Ora, se presti dei soldi a qualcuno, di solito ti assicuri di avere delle garanzie (come fanno le banche quando invece i soldi te li prestano per la casa, per la macchina, ecc.ecc.). Ad esempio ti assicuri che la persona sia in grado di restituirteli (che abbia un lavoro) oppure che qualcun altro lo possa fare al suo posto (in sostanza un garante). Bene. Le obbligazioni subordinate, non sono garantite e c’e’ scritto sul contratto. In sostanza tu presti i soldi, sapendo che se le cose non vanno bene, …. ti saluto.

E poi? Poi, se dopo aver azzerato le azioni e tutte le obbligazioni subordinate, non bastasse, la cosa diventa piu’ pesante. Ci sono anche le obbligazioni senior  non garantite. E poi?

Se detieni piu’ di 100.000 euro su conto corrente, conti deposito liberi o vincolati, e altri strumenti di deposito della banca, stai mettendo a rischio la parte che eccede i 100.000 euro, sia che tu sia un privato, sia che i soldi siano di una piccola media impresa.

Per la parte fino a 100.000 euro, invece, interviene il Fondo di garanzia dei depositi. Il limite vale per cointestatario e per banca. Significa che per calcolare il limite “di sicurezza” devi prima guardare al patrimonio che hai in quella banca e poi alle cointestazioni dei conti correnti o dei depositi. Se ad esempio il conto e’ cointestato a due persone, il limite è da considerarsi per ogni persona. Mario e Giulia hanno un conto corrente cointestato e detengono (si spera solo momentaneamente) 200.000 euro,  tutti i 200.000 sono tutelati dal Fondo di garanzia dei depositi.

(Questa garanzia è per legge. Altro discorso è come poi potrebbe avvenire l’eventuale rimborso in caso di problematiche con istituti di una certa dimensione o per crisi sistemiche….)

Siccome ora avrai l’espressione del gattino della foto, ora arriva la parte piu’ bella.

Ovvero chi non si deve preoccupare del Bail in .

Se in quella banca hai:

  • soldi sul conto corrente, su depositi vincolati, ecc,ecc,  fino a 100.000.
  • titoli sul deposito a custodia (ad esempio azioni, anche di altre banche non in dissesto, obbligazioni senior o garantite, titoli di stato, ecc.ecc.)
  • fondi comuni di investimento o sicav
  • polizze vita finanziarie (anche se emessi da quella banca e non solo distribuiti)
  • fondi pensionistici e PiP
  • cassette di sicurezza

puoi stare tranquillo relativamente alle dinamiche del bail in !

 

Se vuoi approfondire:

Banca d’Italia: https://www.bancaditalia.it/media/approfondimenti/2015/gestione-crisi-bancarie/index.html

La direttiva europea 2014/59/UE del 15 maggio 2014: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32014L0059&from=IT

Se hai bisogno di informazioni o di un parere riguardo ai tuoi attuali e/o futuri investimenti, sono a tua disposizione.  Contattami compilando questo form!

 

Federico ti scrivo: quesito su bolli su dossier titoli.

Quesito: doppia imposizione su deposito titoli.
Avevo rapporti con due banche con c/c e deposito titoli per limitare le spese ad agosto ne ho chiuso uno trasferendo sia i titoli che la liquidità. La prima banca mi ha addebitato i bolli su deposito fino al 30 giugno. La seconda me li addebita al 31 dicembre ritassandoli tutti non tenendo conto dei bolli già pagati e mi dicono che è giusto tutto questo perchè si paga in base a una fotografia della situazione al 31 dicembre. Spero di essere stata chiara e ringrazio della risposta che vorrete darmi

Buongiorno.
E’ stata chiarissima.
In sostanza, la signora, ha subito il pagamento di una volta “e mezzo” dell’importo dovuto.
Pur essendo molto complicata l’applicazione dell’imposta di bollo sulle comunicazioni inviate alla clientela relative a prodotti finanziari, l’Agenzia delle Entrate ci viene in aiuto con una circolare scritta proprio il 21 dicembre 2012, dopo un lungo silenzio.
In tale Circolare, la numero 48 (reperibile e scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate) ma scaricabile anche dal nostro Blog, cliccando qui sotto,
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alla pagina 28 evidenzia che:

Il DM 24 maggio 2012, all’articolo 3, precisa, inoltre, che “Il periodo di riferimento per il calcolo dell’imposta dovuta è l’anno civile. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno ovvero in caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d’anno l’imposta è rapportata al periodo rendicontato.”
In sostanza, l’imposta deve essere determinata applicando al valore dei prodotti finanziari, come risultante dalle rendicontazioni inviate dall’ente gestore, ovvero al 31 dicembre di ciascun anno in assenza di rendicontazione o alla data di cessazione del rapporto, le aliquote previste nella misura dell’1 per mille per il 2012 o dell’1,5 a decorrere del 2013.
In presenza di rendicontazioni periodiche ovvero di rapporti che iniziano o terminano nel corso dell’anno, l’imposta proporzionale così determinata deve essere rapportata ai giorni del periodo rendicontato.

Non c’e’ a mio avviso nessun rischio di incorretta interpretazione del suddetto chiarimento, in quanto ben specificato il fatto che in caso di rapporti chiusi o aperti in corso d’anno, l’imposta va applicata in modo proporzionale al periodo rendicontato.
Quindi, corretta l’applicazione della prima banca. Non corretta l’applicazione della seconda.
Questa risposta viene data in funzione del quesito postomi cosi’ come presentato all’inizio del post.

Federico ti scrivo: Un consiglio sulle opzioni binarie

Buon giorno, seguo da poco il suo sito e ci sono tantissimi argomenti interessanti e che servono nella vita quotidiana, almeno per me, e volevo chiederle se ovviamente ha tempo di rispondere alla mia mail un consiglio su trading di opzioni binarie; conosco teoricamente come funziona sia la borsa che le opzioni binarie, per quest’ultima non conosco da dove posso iniziare, ho sentito tanto parlare di optionbit e anyoption, volevo un suo consiglio per questi siti o se lei conosce un altri metodi. Cordialmente (Email firmata)

Buongiorno XXXXXXXXX!
Grazie mille per la richiesta e per le belle parole sul blog.
Questo mi fa molto piacere perche’ spero sempre di scrivere qualcosa di utile.
Veniamo alla richiesta.
Faccio una piccola premessa.
Mi occupo da 17 anni di investimenti e risparmio e seguo quotidianamente i miei clienti cercando di venire incontro alle loro richieste.
Garantisco che ogni persona ha un suo modus operandi e soprattutto un modus pensandi variegato.
Mi spiego meglio: per alcuni, investire significa pensare al futuro dopo la pensione, per altri significa massimizzare il capitale senza un preciso orizzonte temporale. (il massimo prima possibile).
Tutto questo, a volte, senza tener inizialmente conto del rapporto rischio rendimento.
E’ che centra sta premessa????
Le opzioni binarie.
Non le considero un investimento. Le considero una scommessa.
Scommessa = gioco.
Il gioco non si confà tanto con i soldi.
Le società che creano questi sistemi, sono la maggior parte offshore e non hanno, di solito,
(nel blog c’e’ una lista di società non autorizzate Consob) autorizzazione in Italia.
Mi ricordo che una volta, le società di scommesse (quelle sul calcio, sui cavalli, ecc.ecc.) avevano anche delle scommesse non sportive che permettevano di puntare su futuri valori di indici azionari.
Oggi non se ne trovano piu’ o quasi.
Perche’ sono state sostituite da quelle che creano le opzioni binarie ed affini.
Chi mette in piedi queste piattaforme (sono 1 o due le società che le creano e poi le danno in White Label: vendono la licenza cambiando il marchio), ha l’unico scopo di guadagnare soldi. Permettono l’inizio del gioco con un minimo di 100 o 200 unità di valuta (euro, dollari), a seconda di dove si trovano.
Ma sanno benissimo che nel lungo termine guadagneranno soldi dalla maggior parte dei giocatori.
Alto basso, in out, e altre forme tecniche, non sono altro che scommesse coperte da opzioni (quelle vere) messe in piedi da loro sul mercato.
Solo che loro fanno il prezzo del sottostante. Loro conoscono il prezzo in tempo reale.
Loro pero’ comprano e vendono al prezzo che vogliono loro, con lo spread che vogliono loro (compreso nell’opzione), senza sorte di trasparenza di mercato.
Queste migliaia di pubblicità che vengono inserite su tutti i blog e siti internet esistenti, mi hanno fatto alzare le orecchie e sono andato ad indagare…..
Queste società hanno programmi di affiliazione che permettono ai “pubblisher” di guadagnare da 100 ai 400 euro per ogni persona che si iscrive cliccando sul banner.
Alcune poi restituiscono anche degli importi anche in caso di perdita.
Allora mi sorge la domanda, ma se sono cosi’ “larghi” di manica tra provvigioni a chi pubblicizza e regali a chi perde…. quanti soldi intascano dai giocatori???
Ovvero quante probabilità un giocatore ha di vincere?
Non intendo di portare a casa la vincita. Ma di rimanere con il suo denaro?
Credo, a conti fatti, molto poche.
Ho inoltre testimonianze, da molte email ricevute, di soldi persi anche in grosse quantità.
Le società poi “infarinano il tutto” con corsi per imparare a tradare….da scaricare gratuitamente.
E appena ti iscrivi, ti rispondono subito con un Account manager che è a tua disposizione 24 su 24 ore per aiutarti nella fase di Deposito e di puntata….
Mi fermo qua perché non vorrei annoiare con la mia mail.
Credo solo ci sia un problema di fondo.
La Consob è chiara.
Se tu società, offri un servizio di investimento (come viene indicato) allora devi avere l’autorizzazione nel paese nel quale lo offri anche se solo virtualmente
.
Le due società  Una delle due società indicate nella richiesta non sono autorizzate e rientrano  è autorizzata e rientra proprio nella lista “nera”.
(https://federicoferro.it/consob-aggiornamento-lista-societa-autorizzate-italia/)
A mio avviso, per concludere, ci sono altri strumenti (molto rischiosi) che possono, sostituire le opzioni binarie, ma che rientrano negli strumenti finanziari autorizzati. (vedi ETF a leva, opzioni, futures,)
Anche questi strumenti richiedono consapevolezza del rischio di poter perdere tutto o in alcuni casi piu’ del capitale investito.
Spero di essere stato di aiuto.
Rif: RVKJ87Q428T5